L’accordo tra l’amministratrice delegata di Terna (uscente) e Terna, l’azienda che ha guidato per tre anni, sulle modalità (pecuniarie) di uscita dal gruppo che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, per approdare nel gruppo energetico più importante del nostro Paese (Eni), è ormai definito. Lo rivela il Corriere della Sera, aggiungendo che sono in corso le limature. In base a quanto risulta al quotidiano milanese, oggi sono in agenda due comitati — Remunerazioni e nomine e Parti correlate — e il consiglio di amministrazione.
Di Foggia rinuncia all’indennità di fine rapporto ma non le sarebbe detratto dalle spettanze il mancato preavviso per le dimissioni da direttore generale e le sarebbe pagata la quota della parte variabile dello stipendio per i quattro mesi in cui è stata in carica nel 2026, anche se da regolamento della remunerazione legata al raggiungimento degli obiettivi (management by objectives o Mbo) non le sarebbe dovuto perché non è finito l’anno solare. Oltre a questo, la parte più consistente — che non è mai stata messa in discussione — sono le opzioni sulle azioni legate ai piani di incentivazione di lungo termine (long term incentives o Lti ). Un Lti triennale che ammonterebbe a un milione di euro in stock option che matureranno nei prossimi tre anni.
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