“Fino ad ora ci sono state 84 scosse, ma solo nove sono state di magnitudo maggiore a due. Il terremoto delle 3.35 della notte tra martedì e mercoledì è stato di magnitudo 4,2: il più forte degli ultimi quaranta anni. È stato un terremoto molto superficiale, per questo la popolazione lo ha avvertito in maniera così intensa”. Così Mauro Antonio Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l’ente che si occupa del monitoraggio dei Campi Flegrei. In una intervista a Il Sole 24 Ore aggiunge: “Siamo in una fase di deformazione del suolo che interessa principalmente Pozzuoli, Bacoli e la parte nord-occidentale della città di Napoli. È un’attività caratteristica del vulcano che si manifesta periodicamente e che si inquadra nella dinamica bradisismica. L’attività negli ultimi giorni ha subito una lieve accelerazione. Il processo sta continuando e la velocità di sollevamento del suolo si sta leggermente intensificando”. Di Vito spiega: “Siamo in allerta gialla, una fase di rischio intermedia. Dopo ci sono l’allerta arancione e quella rossa. Monitoriamo la situazione 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno e forniamo le informazioni alla Commissione grandi rischi e al Governo a cui spettano le decisioni sulla sicurezza. L’evoluzione non possiamo prevederla, ma posso assicurare che i Campi Flegrei sono una delle aree di rischio più monitorate del mond”.
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