“Le nostre transazioni digitale e verde richiedono materie prime e terre rare per i chip e le batterie, la richiesta raddoppierà entro il 2030 e la nostra domanda annuale crescerà del 40% tra il 2020 e il 2025”. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha così tracciato la questione della richiesta di materie prime nell’Unione europea al Bled Strategic Forum, mettendo in chiaro le due facce della stessa medaglia: “La buona notizia è che il Green Deal cresce progressivamente. La cattiva notizia è che c’è un Paese che domina il mercato, ovvero la Cina”. La leader della Commissione ha avvertito che “bisogna evitare di cadere nella stessa dipendenza del gas e del petrolio, non possiamo sostituire vecchie dipendenze con nuove” ed è per questo che “dobbiamo diversificare le forniture e affidarci a partner affidabili”. A questo proposito la presidente von der Leyen ha anticipato che fra due settimane viaggerà in Canada, per dimostrare che “il potere della democrazia dipende dalle forti basi con i partner dell’economia di domani”.
In attesa di conoscere l'esito del negoziato con Bruxelles sulla Nec, il governo prevede di…
Enel si conferma vicina alle famiglie italiane. Dal 16 ottobre - si legge in una…
Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, i sindacati metalmeccanici sono stati convocati dal Governo…
Le scorte commerciali di greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 8,557 milioni di barili…
Philip Morris International rivendica un contributo di circa 343 miliardi di euro all’economia dell’Unione europea…
L’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) accelera il completamento del rilascio delle riserve strategiche di petrolio concordato…