“Per il trasporto container via mare nel 2026 la stabilità resta un miraggio. L’intero sistema industriale e logistico è in balia di una volatilità che, da contingente, sta diventando strutturale. A fine gennaio, gli indici chiave dei noli riflettono questa cautela”. Lo dice Giampaolo Botta, direttore generale di Spediporto, l’associazione degli spedizionieri di Genova, la più importante in Italia per il settore marittimo. Nel colloquio con Il Sole 24 Ore spiega: “Il Drewry world container index si attesta sui 2.107 dollari di nolo, in calo, per un contenitore da 40 piedi (nel 2023, anno del boom si era arrivati a 3.500-4mila), così come il Freightos baltic index global, a 2.282 dollari, in lieve flessione (nel 2023 era a 2.500). Anche l’asiatico Ccfi (China containerized freight index), con un valore di 1.175, mostra un calo settimanale. L’interpretazione è univoca: il mercato è ipersensibile a ogni variabile geopolitica e operativa, con i noli spot che reagiscono rapidamente a variazioni di rotta e congestioni portuali”. La dinamica ribassista, prosegue Botta, “benché contenuta, riflette tre fattori chiave: una domanda di trasporto più selettiva da parte dei caricatori; una gestione attiva della capacità da parte delle compagnie armatoriali, attraverso i blank sailingse lo slow steaming ; nonché, soprattutto, l’incertezza persistente sui corridoi di navigazione tra Asia ed Europa”.
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