I colossi del trasporto merci marittimo stanno sfruttando il mercato delle emissioni di CO2 dell’Ue (ETS) per aumentare i loro profitti: è quanto emerge da un nuovo studio di Transport & Environment (T&E), l’associazione ambientalista europea indipendente. L’analisi, che prende in considerazione un campione di oltre 500 viaggi, provenienti da e diretti verso i principali porti europei, mostra come in quasi il 90% dei casi le compagnie di navigazione stiano addebitando ai clienti costi più elevati rispetto a quelli da esse sostenuti per adeguarsi al sistema ETS dell’Ue. Un caso estremo, ad esempio, è quello dell’azienda danese Maersk che, verosimilmente, realizzerà più di 300.000 euro di extra profitti per un singolo viaggio. Secondo T&E, quindi, le misure di compensazione economica introdotte con il sistema ETS non starebbero inducendole compagnie al boicottaggio dei porti europei. Lungi dal voler eludere il costo delle loro emissioni, sottolinea T&E, le compagnie di navigazione sembrano aver trovato modo di trarne consistente vantaggio.
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