“L’Europa ha deciso che interromperà gli acquisti di gas russo? Era ora. Non capisco perché sia servito tanto tempo, e adesso si sia data fino al 2027 per trovare fonti alternative. È una misura così determinante per tagliare le risorse a un Paese che ha appena annunciato che spenderà in armi il 30% del Pil, che andava presa da molto tempo con carattere di urgenza”. Così Paul De Grauwe, professore emerito della London School of Economics dove ha diretto a lungo il dipartimento Europa. In un colloquio con Repubblica spiega che “comunque, meglio tardi che mai. Speriamo che l’embargo divenga davvero operativo”. E ancora: “L’esempio migliore l’hanno dato Germania e Italia, due fra i Paesi più dipendenti dalla Russia. La prima ha in tutta fretta avviato una possente batteria di rigassificatori nel Mar Baltico per accogliere il gas liquefatto da Usa e Norvegia. L’Italia ha intrapreso fin dal primo minuto un vorticoso giro del mondo alla ricerca di nuovi fornitori”.
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