“Il blocco dei beni russi congelati? L’avevo già proposto io all’inizio della guerra”. Lo dice Mateusz Morawiecki. Al consiglio Ue del 10 marzo 2022 “furono il cancelliere Scholz e il presidente Macron a escludere questa opzione, non Viktor Orbán e nemmeno Robert Fico. Orbán non è il colpevole di ogni blocco nell’Unione, a dividerla ci sono gli interessi contrastanti dei Paesi membri”, aggiunge a il Corriere della Sera l’ex premier polacco del partito nazionalista Pis. POi aggiunge: “Certo che se l’Europa parlasse con una sola voce potrebbe farsi sentire meglio. Ma ci sono interessi davvero diversi tra gli Stati e se spingiamo troppo verso soluzioni uniche per tutti, non si arriva da nessuna parte. Se forziamo i Paesi ad avere un’unica linea su migranti, Green Deal, sicurezza, l’Unione andrà in panne. Meglio lavorare su un denominatore comune più basso e salvare l’Ue. Dobbiamo fare un passo indietro verso le 4 libertà principali sancite nei Trattati di Roma: la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali”.
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