“Zelensky ha attaccato l’Europa per due motivi: primo, perché è vero che dovreste rafforzarvi sul piano militare; secondo, e questa è la ragione principale, per ingraziarsi Trump in una fase decisiva del negoziato di pace, ripetendo i suoi stessi argomenti”. Lo dice Lawrence Korb, ex vice segretario alla Difesa e ora studioso del Center for American Progress. “Il capo della Casa Bianca vuole accelerare, il leader ucraino deve averlo dalla sua parte”, aggiunge nel colloquio con Repubblica. E ancora: “Da una parte ha ragione, perché gli europei hanno davvero bisogno di rafforzare le loro difese, anche alla luce del crescente disimpegno americano rispetto alla Nato. Dall’altra lo fa per ingraziarsi Trump, ripetendo i suoi argomenti alla vigilia di un potenziale appuntamento cruciale. Se il negoziato va, ha bisogno di avere il presidente dalla sua parte; se fallisce, gli serve che Usa ed Europa continuino a sostenere la resistenza ucraina, per costringere la Russia a rinunciare alla conquista militare”. Per Korb serve più impegno: “Tutti facciamo troppo poco perché la minaccia russa, ma soprattutto quella cinese, diventano sempre più pericolose. In questo senso sbaglia anche Washington a ritirare le sue truppe e indebolire la Nato”.
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