“Le grandi potenze europee, finora, non sono riuscite a incidere sulle trattative di pace, che si fanno lontane da qui”. Lo dice Tommaso Foti, ministro per i Rapporti con l’Europa e il Pnrr. In un colloquio con La Stampa spiega che ogni sforzo dell’Unione europea per avere un ruolo al tavolo di pace, però, “non è solo utile, ma necessario. Bisogna vedere se riuscirà a ottenerlo”. Per Foti è “fondamentale mantenere un asse tra Stati Uniti ed Europa, come viene sottolineato anche da Palazzo Chigi”. E ancora: “Sul Donbass trovare un accordo non è facile, ma la decisione spetta a Kiev e solo a Kiev, non sta a me parlare di certe prospettive”. L’Europa intanto discute della possibilità di usare per la ricostruzione in Ucraina i 210 miliardi di euro di asset russi congelati. “Per noi è necessario coniugare l’interesse politico con le regole del diritto internazionale. È questo il problema di fondo”. In più “è l’Europa che non può fare una cosa del genere, proprio perché è l’Europa. Ricordo che è anche in difesa del diritto internazionale che abbiamo preso posizione nel conflitto tra Ucraina e Russia”.
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