“Putin finge di impegnarsi in colloqui di pace per ridurre il sostegno internazionale all’Ucraina, rendendo così più facile il raggiungimento dei suoi obiettivi”. Lo dice la premio Nobel per la Pace Oleksandra Matviichuk, responsabile della ong Center for Civil Liberties, in una intervista a La Stampa. “Putin non vuole la pace. Non ha lanciato un’invasione su vasta scala per occupare solo una parte del territorio ucraino – prosegue -. Sarebbe ingenuo pensare che centinaia di migliaia di soldati russi siano morti perché potesse conquistare Avdiivka o Bakhmut, città che la maggior parte dei russi non saprebbe indicare su una mappa. Mosca ha avviato una guerra totale per conquistare tutta l’Ucraina e avanzare oltre: Kyiv è un ponte verso l’Europa. La sua è una logica storica e imperiale. Vladimir Putin cerca un’eredità politica, vuole restaurare l’impero russo. I cittadini dell’Unione europea sono relativamente al sicuro solo perché l’esercito ucraino sta fermando l’avanzata russa. Se Putin avesse davvero voluto la pace, avrebbe accettato da tempo la proposta di Volodymyr Zelensky di un cessate il fuoco per avviare una soluzione diplomatica. Invece continua l’offensiva armata. Prima deve esserci un cessate il fuoco, poi i negoziati. Altrimenti non si tratta di dialogo, ma di ricatto”. E ancora: “Questa non è una guerra per il territorio, ma per un nuovo ordine mondiale. Putin vuole dimostrare che uno Stato dotato di forza militare e armi nucleari può violare la Carta delle Nazioni Unite, imporre la propria volontà e modificare con la forza confini riconosciuti a livello internazionale. Se ci riuscirà, altri leader si sentiranno autorizzati a fare lo stesso. Non parliamo solo di Taiwan o della Groenlandia. In un mondo governato dalla legge del più forte, nemmeno l’Italia sarebbe al sicuro”.
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