“Mosca ha tutto l’interesse a rallentare il dialogo perché ha un milione di soldati in campo e un’industria riconvertita in chiave militare: un cambio repentino delle condizioni, dunque, metterebbe in ginocchio l’economia russa e questo Putin non se lo può permettere”. Così Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri. Nel colloquio con La Stampa spiega che la telefonata Putin Leone XIV è incoraggiante: “Sono tutti segnali positivi. Significano che la strada che porta alla pace è ancora aperta e su quella strada, a piccolissimi passi, si continua ad andare avanti”. Tajani poi parla di possibili nuove sanzioni: “Noi siamo disponibili a mettere sul tavolo misure di questo genere. Possono rendere più difficile, per Mosca, il mantenimento di un esercito che non combatte con le motivazioni di quello ucraino, ma lo fa soprattutto per una questione economica. Sono strumenti utili a tenere alta la pressione, per convincere Putin a negoziare per davvero la pace”.
L'Italia gioca una partita cruciale negli equilibri interni all'Unione europea. Da un documento preparato a…
In vista del ritiro informale dei leader europei sulla competitività di domani, Confindustria chiede la…
“A dicembre l’indice della produzione automotive italiana inverte la tendenza negativa dei tre mesi precedenti…
Nel 2025 in Italia sono state prodotte 238mila vetture, il 19,8% in meno del 2024.…
Il Consiglio Ue ha adottato oggi una serie di decisioni attuative che rendono disponibile l'assistenza…
Rendersi indipendenti, rafforzando il Mercato unico, in un nuovo contesto geopolitico scosso dai conflitti e…