“Vogliamo essere chiari sulla Corte penale internazionale: la nostra posizione è sempre stata chiara e siamo lieti di ribadirla qui. L’Ue sostiene la Corte penale internazionale e i principi sanciti dallo Statuto di Roma. Rispettiamo l’indipendenza e l’imparzialità della Corte. Siamo fermamente impegnati a favore della giustizia penale internazionale e della lotta contro l’impunità. E qui vorrei ricordare le conclusioni del Consiglio del 2023, dove il Consiglio ha invitato tutti gli Stati a garantire la piena cooperazione con la Corte, anche attraverso la rapida esecuzione dei mandati di arresto pendenti, e a stipulare un accordo volontario”. Lo ha dichiarato il portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sull’obbligo di Budapest di eseguire il mandato di arresto, emesso dalla Corte penale internazionale, contro il presidente russo, Vladimir Putin, nel caso di un suo incontro con il presidente Usa, Donald Trump, in Ungheria. In merito al ritiro di un Paese dalla Corte penale internazionale, “il ritiro entrerà in vigore un anno dopo la notifica al depositario, in Ungheria. Ci teniamo a precisare che non ha alcun effetto sull’obbligo di cooperazione di uno Stato in relazione a indagini e procedimenti avviati prima di tale data”, ha precisato.
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