“Non possiamo chiudere gli occhi di fronte a quello che è accaduto dalla seconda metà del 2022, mi riferisco a inflazione e boom di costi energetici, che però hanno visto le imprese lombarde e del Nord dimostrare una certa maturazione. Tuttavia i limiti sono sempre più evidenti per numerose frustate esogene. C’è una frenata che non possiamo non vedere. Le crisi sono sempre più frequenti, rapide e imprevedibili. A questi grandi freni si aggiungono altri fattori, come quello che fra 3-5 anni si possa rompere il mercato unico europeo. In assenza di fondi europei, basandosi solo su politiche fiscali nazionali, si arriva alla rottura del mercato unico. In Francia e Germania ad esempio si pagano costi energetici più bassi dell’Italia”. Così Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, al ‘Lombardia World Summit’ in corso a Milano.
"Il Governo è venuto stamattina a confrontarsi con il Consiglio Comunale ma anche poi con…
"Non è il momento di revocare le sanzioni contro la Russia". Lo dice il commissario…
"Stiamo lavorando al 21esimo pacchetto di sanzioni, poiché constatiamo che la Russia sta effettivamente intensificando…
"Non esiste una soluzione evidente al conflitto in Medio Oriente" e sull'energia "la finestra per…
"le misure alla crisi energetica devono essere temporanee e mirate e non devono portare ad…
Per la prima volta in assoluto, in aprile l'energia eolica e solare hanno generato più…