“Serve un cambio di rotta per tutelare l’industria europea e trasformare le promesse del Clean Industrial Deal in azioni”. Così il presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, che ieri ha partecipato all’incontro degli imprenditori europei ad Anversa. “Di quello che ci è stato presentato un anno fa è stato realizzato poco, il resto è rimasto su carta. Lo stesso discorso vale per il Rapporto Draghi: solo l’11% delle raccomandazioni è stato implementato. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo”, sottolinea nel dialogo con il Corriere della Sera. Buzzella poi spiega: “Con la Dichiarazione di Anversa del 2024 chiedevamo di riportare l’industria e la chimica al centro dell’agenda europea. Da allora si è fatta qualche correzione ma non basta. Servono misure di emergenza per ridurre i costi dell’energia e della CO2 che in Europa sono ormai insostenibili. Chiediamo strumenti che ci proteggano dalle pratiche commerciali scorrette e aggressive dei Paesi Terzi, in particolare la Cina. E di promuovere i prodotti europei”.
Poi su von der Leyen che ha promesso nuove regole per difendere il ‘made in Europe’: “Riteniamo che la preferenza europea sia indispensabile, soprattutto per tutelare le produzioni circolari o a bassa emissione dalle importazioni che non rispettano gli stessi standard di sostenibilità. Durante il confronto con von der Leyen e i leader, l’industria ha mandato un segnale chiaro e unitario. Abbiamo colto attenzione da parte delle istituzioni e consapevolezza della gravità della situazione, come dimostrano le parole del primo ministro belga Bart De Wever. Ora bisogna tradurle in azione in tempi rapidi”.
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