“La Nato ha gli strumenti per rispondere alla crisi e ripensare sé stessa. Invece di parlare di esercito europeo, cerchiamo piuttosto nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti”. Così l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, che da un anno presiede il Comitato militare dell’Alleanza Atlantica. Nell’intervista a Il Corriere della Sera spiega: “È nel dna della Nato riflettere sul proprio ruolo, lo facciamo da 76 anni, continuando ad adattarci ai cambiamenti. I valori della sicurezza collettiva, la difesa della libertà e della democrazia restano centrali”. Anche se Donald Trump attacca: “Abitudine dei nostri ufficiali e anche mia è quella di prendere tempo e lasciare decantare ciò che viene detto sul momento. Però non vedo crisi; anzi, direi che usciamo più coesi e più forti dal dibattito e dagli ultimi stress test”. Al momento la priorità è “a minaccia russa, che è stata confermata dal 2022 e che guida la nostra strategia – sottolinea Cavo Dragone -. Dobbiamo continuare a esercitare deterrenza. Ed è vero che gli Stati Uniti suonano la carica: hanno dato forti scossoni in nome di una necessità che io ritengo giusta, ovvero che i costi per la difesa collettiva vengano distribuiti in modo più equo. L’ultimo summit dell’Aia la scorsa estate è stato un successo in questo senso: l’Europa s’impegna a più alte spese militari, adesso vanno assunte maggiori responsabilità operative”.
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