“Un’unione monetaria può sopravvivere senza un’unione fiscale? Questa è la domanda che ha accompagnato l’area dell’euro fin dalla sua creazione. Poiché fin dal suo concepimento ha impedito trasferimenti fiscali, l’unione monetaria è stata considerata da molti economisti destinata al fallimento, prima ancora di essere lanciata. È sopravvissuta a una crisi esistenziale, tra il 2010 e il 2012, soltanto grazie a soluzioni di ripiego e ancora oggi non si avvicina a dare una risposta a quell’interrogativo. Eppure, paradossalmente, le prospettive di un’unione fiscale nella zona euro stanno migliorando”. Lo scrive Mario Draghi in un suo intervento su La Stampa. “L’Europa non sta più affrontando crisi provocate da politiche inadeguate in determinati Paesi. Al contrario, deve confrontarsi con choc comuni esterni come la pandemia, la crisi energetica e la guerra in Ucraina. Questi choc sono troppo grandi perché un Paese riesca a gestirli da solo. Di conseguenza, c’è meno opposizione ad affrontarli attraverso un’azione fiscale comune”, continua l’ex premier. .
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