“È il modo in cui gli Usa gestiscono la politica estera adesso: se sei allineato con il presidente, ti ricompensano materialmente, sennò ti puniscono, ed è così che sta gestendo l’alleanza. Gli europei hanno fatto fatica, ma io credo che stiano gradualmente passando al riconoscimento che c’è bisogno di una qualche distanza e indipendenza. Il modo in cui stanno prendendo le distanze dal Board of Peace secondo me mostra una nuova realtà: non andranno semplicemente dietro a qualunque cosa vogliano gli Stati Uniti”. Lo dice in un colloquio con Il Corriere della Sera. Philip Gordon, ex assistente di Biden e consigliere di sicurezza nazionale di Kamala Harris. Esperto di Europa (è stato direttore degli Affari europei al Consiglio di sicurezza nazionale di Bill Clinton e vicesegretario di Stato per gli affari europei sotto Obama), è un sostenitore dell’Ucraina e, allo stesso tempo, ha sempre sostenuto la necessità che gli europei paghino di più per la Nato. A suo parere, dopo il caso Groenlandia, gli europei hanno cambiato atteggiamento e aspettative nei confronti di Trump, cosa che il discorso di Rubio non ha modificato. “Nulla di ciò che ho visto a Monaco mi ha fatto dubitare che siamo a una svolta fondamentale dell’alleanza transatlantica, anzi lo ha rafforzato”.
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