A gennaio, i ricavi mensili delle esportazioni di combustibili fossili della Russia hanno registrato un calo marginale del 3% su base mensile, attestandosi a 464 milioni di euro al giorno, la cifra più bassa dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina. Lo segnala il Crea, Centro di Ricerca internazionale per l’Energia e l’aria pulita, secondo cui i ricavi del petrolio greggio hanno registrato un aumento dell’8% su base mensile, raggiungendo i 205 milioni di euro al giorno. Questo incremento è stato trainato in gran parte da un significativo aumento del 12% dei ricavi derivanti dal trasporto marittimo di greggio, che hanno raggiunto i 156 milioni di euro al giorno. La crescita dei ricavi derivanti dal trasporto marittimo di greggio ha rispecchiato un analogo aumento del 10% dei volumi esportati. I ricavi del Gnl sono diminuiti del 18%, attestandosi a 39 milioni di euro al giorno, in linea con un calo analogo del 15% nei volumi esportati. I ricavi derivanti dal gasdotto sono aumentati del 3%, raggiungendo i 59 milioni di euro al giorno. In generale, i ricavi derivanti dalle esportazioni di prodotti petroliferi trasportati via mare hanno registrato un calo del 6% su base mensile, facendo guadagnare alla Russia 107 milioni di euro al giorno.
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