“Su questi assi siamo anche noi osservatori, politici e giornalisti, che amiamo semplificare la realtà. Ci possono essere delle convergenze oggettive di interessi tra due Paesi. Posto che i tre grandi Paesi dell’eurozona e dell’Unione europea – in rigoroso ordine alfabetico: Francia, Germania e Italia – dovrebbero cercare di lavorare il più possibile insieme e poi proporre alla Commissione soluzioni, non ho niente contro l’avvicinamento italo-tedesco in sé. Altro sono i contenuti”. Lo dice Mario Monti, senatore a vita ed ex premier, parlando dell’asse italo-tedesco. Nell’intervista a La Stampa aggiunge che non condivide le proposte di Meloni e Merz: “No, su due temi: la deregolamentazione e più spazio per gli aiuti di Stato dei singoli Paesi alle proprie imprese. Entrambe le proposte vanno contro il rafforzamento del mercato unico, e quella sugli aiuti di Stato anche contro l’interesse italiano”. E spiega: “Se si aumenta lo spazio degli aiuti di Stato alle proprie imprese, chi ha la possibilità di farlo lo farà. Il risultato sarà che i tedeschi avranno un vantaggio competitivo a danno delle imprese italiane. Così l’Italia si trova a fare sì l’interesse nazionale: ma quello della Germania”.
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