Giuseppe Pasini, imprenditore bresciano dell’acciaio con la Feralpi Holding e presidente di Confindustria Lombardia, chiede il “disaccoppiamento dell’energia prodotta da gas da quella prodotta da altre fonti”. In un’intervista a La Stampa spiega che “questo permetterebbe di avere una tariffa differenziata e non solo riferita al prezzo più alto”. Un altro fattore di disturbo è che “il prezzo del gas, nel momento in cui viene conferito, subisce delle oscillazioni. Ci sono delle multinazionali che fanno transazioni speculative. Non è concepibile che ci siano speculazioni tra acquisto e vendita”, sottolinea. Su Feralpi il costo dell’energia pesa “il 40-45% dei costi di trasformazione del materiale ferroso”, aggiunge. Poi sul Clean Industrial Deal: “L’Europa non sta facendo nulla e non è stata in grado, dopo lo stop delle importazioni dalla Russia, di mettere in piedi una politica energetica comune. Anche per quanto riguarda il Clean Industrial Deal abbiamo la sensazione che non preveda misure strutturali che oggi servirebbero all’Europa”, conclude.
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