L’esecutivo comunitario ha messo in consultazione, nel weekend, la bozza di revisione del regolamento 813/2013/Ue (il cosiddetto Ecodesign), ovvero l’aggiornamento del testo che disciplina gli standard che i prodotti immessi sul mercato europeo devono rispettare. La bozza di provvedimento cambia radicalmente rotta rispetto a quella fatta circolare nella primavera del 2023: se, all’epoca, veniva disegnato il bando totale delle caldaie a partire dal 2029, i nuovi parametri cancellano qualsiasi ipotesi di esclusione e ammettono sia gli apparecchi a condensazione che quelli tradizionali. E’ quanto scrive il Sole 24 ore, parlando di un vero e proprio passo indietro clamoroso. Soddisfazione da parte di Giuseppe Lorubio, presidente di Assotermica, l’associazione dei produttori di apparecchi e componenti per impianti termici, federata in Anima Confindustria: “Accogliamo con favore la retromarcia della Commissione europea sul divieto di installare caldaie, una misura folle che abbiamo combattuto dal primo momento perché avrebbe danneggiato irreparabilmente il nostro tessuto industriale e compromesso gli obiettivi climatici comunitari. L’Italia ha un parco installato vetusto, che richiede interventi strutturali per essere svecchiato e garantire benefici immediati ai cittadini in termini di riduzione delle bollette energetiche e all’ambiente in termini di riduzioni delle emissioni. Le caldaie a condensazione sono un elemento imprescindibile di questo disegno, essendo pronte a utilizzare qualsiasi tipo di combustibile rinnovabile ed integrate da tecnologie quali il solare termico o pompe di calore, in ottica di apparecchi ibridi factory made”.
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