“Finalmente abbiamo ascoltato il discorso che ci voleva sul destino dell’Europa. Lo ha fatto un canadese! Ha detto le cose giuste, con un grande coinvolgimento emotivo, rivolgendosi ai Paesi democratici che avvertono il profondo cambiamento di un’intera epoca. Quel discorso però non lo ha fatto un europeo e questo produce una certa impressione”. Così Romano Prodi, ex premier ed ex presidente della Commissione europea. “La strada per l’Unione europea è segnata: bisogna procedere in tempi brevissimi a un’Europa a più velocità. Detto altrimenti: chi decide va avanti e gli altri si arrangino”, aggiunge nel colloquio con La Stampa. E sul ruolo dell’Italia Prodi è altrettanto tranchant: “Dopo la drastica svolta di Trump, è diventato più difficile ‘servire due padroni’. Con un guaio ulteriore: a questo punto l’ambiguità rende l’Italia sempre meno influente in Europa”.
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