“Se il Parlamento arrivasse a bocciare la commissione von der Leyen, bisognerebbe ricominciare tutto da zero”. Così Massimiliano Salini, europarlamentare azzurro e vicepresidente del Ppe. “Tutti dobbiamo capire che i problemi dell’Europa non sono l’allargamento della maggioranza ai conservatori — perché si deve sempre tenere il rapporto con la realtà e con il sentire dell’opinione pubblica — o la difesa ad oltranza di una candidata commissaria come la spagnola Ribera, che si è rivelata inadatta al ruolo, e tantomeno il tema centrale può essere il voto su un emendamento sulla deforestazione “, aggiunge in una intervista a Il Corriere della Sera. Per Salini “c’è un tema più politico e uno sui singoli commissari. I conservatori e i verdi hanno una posizione molto opaca. I primi hanno fatto con Meloni un percorso virtuoso e intelligente avvicinandosi nella scorsa legislatura alla von der Leyen, ma poi al voto su di lei hanno sentito il richiamo della foresta del loro elettorato e per non scontentarlo si sono espressi contro, salvo poi venire a chiedere appoggio al Ppe per sostenere Fitto. Servono posizioni coerenti e chiare. I secondi hanno una visione troppo ideologica e purista”.
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