Dal 1° aprile scatteranno i contro dazi europei, decisi in virtù delle tariffe imposte su acciaio e alluminio, che andranno dalle barche al bourbon alle motociclette. Un primo passo in vista di una estensione a prodotti aggiuntivi, soggetti a ulteriori discussioni, che potrebbero essere emanati a metà aprile.
Secondo uno studio pubblicato da Trade Partnership Worldwide e pubblicato da Cnbc mostra che il valore delle esportazioni statunitensi che potrebbero essere soggette a dazi aumenterebbe di cinque volte, passando da 6 miliardi di dollari (sulla base dei dazi originali di Trump) a oltre 27 miliardi di dollari.
A livello geografico, in percentuale, una nuova analisi sui dazi di ritorsione dell’Ue mostra che le aziende di New York e del Dakota del Nord hanno potenzialmente la quota più alta di esportazioni nel mirino delle ritorsione, il che può avere un impatto sulla domanda dei loro beni: New York (39%), Dakota del Nord (36%), Nebraska (32%), Iowa (26%) e West Virginia (26%).
In termini assoluti, alcuni degli stati sulla costa orientale e del Golfo con porti principali sono tra i principali stati che affrontano le nuove tariffe UE, tra cui New Jersey, Georgia, Carolina del Nord e del Sud, Virginia e Texas. I prodotti provenienti da questi stati spaziano ampiamente, dalle botti per la produzione di alcolici al tabacco e ai prodotti del tabacco, alle arachidi, al succo d’arancia fresco e congelato, agli oli alimentari, alle motociclette, alle lavastoviglie, all’abbigliamento, alle calzature, ai mobili e ai tappeti.
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