Per Paolo Gentiloni, ex premier ed ex commissario europeo, il voto americano lancia un “messaggio di speranza per tutti quelli che, in giro per il mondo, pensano ancora che la democrazia non sia un ferrovecchio”. Gentiloni, nel colloquio con La Stampa, sottolinea che si tratta di un’onda che potrebbe arrivare anche da questa parte dell’Oceano Atlantico: perché, considera, va oltre la “disfatta di Trump”, ne segna «”l’inizio della fine”. E spiega: “Io penso stia iniziando il declino non solo di Trump, ma di quella miscela vincente che negli ultimi 10-15 anni ha saldato nazionalismo e riscatto economico. Attorno a cui si è formato, in America come in Europa, il blocco sociale dei forgotten men, i dimenticati, contrapposto al blocco delle élite globalizzate che invece sosterrebbero le sinistre: per anni ha funzionato questa narrazione, col voto di Midterm è saltata per aria”. E ancora: “Il fallimento economico di Trump ha incrinato forse per sempre un blocco sociale. E non è un fatto solo americano: può avere un effetto a cascata anche in Europa. Non sarebbe la prima volta, abbiamo già assistito al movimento del pendolo. La crepa che si è aperta tra il discorso nazionalista e la promessa di riscatto sociale avrà già un effetto in campagna elettorale”.
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