“Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese. Però il rischio di scivolare c’è: la situazione internazionale è grave, a cominciare dai rapporti tra Europa e Stati Uniti. La premier si sta impegnando per tenerli saldi. E fa benissimo”. Lo dice Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e Mondadori, parlando di una ipotetica medaglia da assegnare alla premier. In una intervista a Il Corriere della Sera poi affronta anche il tema Donald Trump: “Sono sempre più preoccupata. Prima schierarsi con gli Stati Uniti significava stare dalla parte giusta della storia. Oggi non ci sono più certezze. L’unica regola di Trump è cancellare tutte le regole. E lui la chiama libertà”. E invece è “la legge del più forte, prevaricazione, affarismo… Ma ci rendiamo conto che dentro il suo Paese sta provando a smontare tutti i sistemi di bilanciamento e controllo? E che dire dell’uso della violenza contro il dissenso? Non parliamo, poi, della politica estera: è un tiro alla fune con tutti, compresi gli alleati storici. Proprio grazie a questo Far west, Trump si è trovato gli sponsor più generosi: i colossi Big Tech, che, meno regole hanno, più guadagnano. Eppure, anche se noi europei su Trump non possiamo fare conto, dobbiamo comunque farci i conti: perché l’Occidente, senza l’America, non va da nessuna parte”.
Marina Berlusconi dà poi la sveglia all’Europa: “Se gli Stati Uniti allentano la presa sul vecchio mondo libero, le mani europee devono tenere salda la stretta. Ci è già stato spiegato cosa occorre: mettere insieme difesa, politica estera e debito, e superare l’unanimità. Adesso, però, servono i fatti. Non ha senso aspettare che Trump passi, anche perché ci vorrà molto tempo prima che i suoi veleni svaniscano. È una antica regola di buon senso: possiamo ragionare all’infinito sugli altri, ma alla fine è su noi stessi che dobbiamo agire”. E ancora: “Servono idee chiare su chi siamo e su chi vogliamo essere. È una questione di identità, ancor prima che di azione e di volontà. Io so che il mondo di Trump non è quello che vorrei per me o per i miei figli. E sono certa che in tanti la pensino così. Vogliamo tenerci stretto il nostro Occidente? Vogliamo difendere libertà e democrazia? Beh, io credo ne valga la pena: c’è un popolo vicino a noi che da quattro anni vive l’inferno proprio per questo. Sono valori scritti nel nostro Dna e sono molto più forti anche di Trump”.
Infine su Forza Italia: “Penso che a Tajani noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui”.
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