“Io non ho mai pensato di togliere l’Ets. L’Ets è dal 2006, 2005 che va avanti, ha avuto una funzione, non deve essere una tassa. Quello che però denuncio, e continuo a denunciare, è che a causa di questo perverso criterio di determinazione del prezzo, che ci ha fatto godere in certi periodi, dobbiamo essere onesti, i nostri 2 miliardi e mezzo-3 di Ets su quei 120 terawattora diventano 8-9 miliardi dando il prezzo ai 310, 315. Quindi gli italiani, imprese o privati, pagano 8-9 miliardi di prezzo dovuto a un sistema di calcolo”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, in un’intervista concessa a GEA. “E, naturalmente, su questo io un po’ di tentativi li ho fatti, poi adesso ne faremo ancora, per forza li dobbiamo fare. Perché se il prezzo rimane 50 € com’è la quotazione, se rimane così, per forza dobbiamo intervenire. Perché altrimenti abbiamo un deficit, cioè abbiamo uno scompenso di competitività Paese, solo per il nostro sistema produttivo, che non è reggibile”, ha aggiunto.
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