“Lo dobbiamo dire chiaramente: rischiamo di passare dal gas Russo a quello che dovrebbero fornirci Paesi come l’Algeria, l’Angola, il Mozambico, il Qatar, l’Egitto e la Nigeria, che qualche profilo sulla democraticità lo presentano. Questi accordi vanno mantenuti, ma dobbiamo riprendere a coltivare i nostri giacimenti, in mare e in terra”. Così il senatore e responsabile Energia della Lega, Paolo Arrigoni, in un’intervista a GEA in vista delle prossime elezioni politiche di domenica prossima. “Nell’Adriatico ci sono dei giacimenti che stanno sfruttando la Croazia, l’Albania e la Grecia – aggiunge -, dovremmo ritornare invece a coltivare di più il gas italiano. Vent’anni fa producevamo 15 miliardi di metri cubi, quando il consumo era di 70, il 20%; lo scorso anno, proprio per quelle politiche ambientaliste no-Triv, no-rigassificatore, del no-Tap, siamo arrivati a produrre solo 3,3 miliardi di metri cubi quando i consumi sono aumentati a 76. Quindi noi produciamo soltanto il 4%. Accordi sì con gli altri Paesi ma riprendiamo a raddoppiare, triplicare, quadruplicare la produzione di gas italiano perché – conclude – significa più investimenti e tutelare l’ambiente: se utilizziamo gas a chilometro zero inquilino di meno”.
"Paesi di tutto il mondo sono determinati a usare ogni possibile misura diplomatica, economica e…
"E' ora che l'Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi e che non…
Questo pomeriggio un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito…
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini in queste ore è al…
L'Iran sta elaborando un protocollo con l'Oman per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz,…
Il Gruppo Fs chiude in 2025 con il ritorno all'utile per 30 milioni di euro…