Gugliotti (Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio): “La transizione energetica è una priorità strategica per il porto di Taranto”

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha partecipato a LetExpo 2026 – la fiera del trasporto e della logistica sostenibili – portando al centro del dibattito il ruolo strategico dei porti nella transizione energetica e nella diversificazione industriale dei territori. 

“Per noi la transizione energetica è una priorità assoluta, e lo è diventata ancora di più dopo che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, lo scorso luglio, ha individuato Taranto e Augusta come hub principali per l’eolico offshore nazionale, con scali secondari a Brindisi e Civitavecchia”, ha spiegato a Gea Giovanni Gugliotti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio. 

In questo contesto il porto di Taranto sta accelerando gli investimenti per supportare lo sviluppo della filiera dell’eolico offshore. “Stiamo investendo risorse economiche ma anche molto tempo nella progettazione. A gennaio il MASE ci ha autorizzati a proseguire con la progettazione esecutiva di un’area destinata. Si tratta di circa 100 ettari del molo polisettoriale del porto di Taranto, che verrà suddiviso in due parti: quella più interna sarà destinata proprio alle attività legate all’eolico offshore”. 

L’hub dovrà essere adeguato per sostenere carichi molto superiori rispetto alle attività portuali tradizionali. “Per questo è necessario un importante intervento di consolidamento delle superfici. Il MASE ha messo a disposizione 28 milioni di euro e il nostro obiettivo è avviare quanto prima la gara per realizzare questi lavori”. 

Parallelamente, l’Autorità portuale sta portando avanti una strategia più ampia di trasformazione del porto. “La sfida della diversificazione è probabilmente la più importante che ci siamo trovati davanti. Non solo perché la grande industria sta attraversando una fase di crisi, ma anche perché il porto di Taranto aveva comunque bisogno di cambiare pelle: non più un porto esclusivamente siderurgico e industriale, ma uno scalo aperto e diversificato”. 

Tra i settori su cui si punta per rilanciare lo sviluppo del porto c’è la cantieristica navale. “A Taranto esisteva una tradizione importante in questo ambito, che negli ultimi anni si è fermata. Il nostro obiettivo è far ripartire questa filiera. Nell’area dell’ex Yard Belleli, inizialmente individuata per un investimento del gruppo Ferretti poi realizzato altrove, è ora disponibile un nuovo investitore”. 

Secondo Gugliotti, il progetto potrebbe rappresentare il primo passo per rilanciare una filiera industriale più ampia. “Stiamo lavorando con il MIMIT alla sottoscrizione di un addendum all’accordo di programma per consentire l’ingresso di questo nuovo investitore. La cantieristica navale può rappresentare il primo step per sviluppare altre attività, come la rottamazione navale. Oggi molte navi militari italiane vengono demolite all’estero, ma riteniamo che questa attività possa essere svolta anche a Taranto e stiamo lavorando affinché ciò diventi possibile”.

Angela Vettorato

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