Eni e Ip estendono sconti a agricoltura-pesca. Governo esulta, Bonelli: “Risparmio è beffa”

Nuovi sconti sui rifornimenti in arrivo da Eni e Socar, la compagnia proprietaria della rete Ip, che stavolta annunciano riduzioni per i comparti dell’agricoltura e della pesca. Eni scende in campo a supporto del settore primario annunciando l’estensione della riduzione dei prezzi per i carburanti commercializzati da Enilive. A partire da oggi, e fino al 31 ottobre (con possibilità di proroga fino a fine anno in base all’andamento del mercato), gli agricoltori e gli operatori del motopesca potranno acquistare gasolio e benzina beneficiando di uno sconto del 20% al netto dell’Iva.

L’iniziativa, definita dall’azienda un “nuovo contributo di solidarietà al Paese”, si inserisce nel quadro delle misure promosse da Eni a favore dei comparti strategici, facendo seguito al price cap già introdotto nelle stazioni aderenti e agli sconti sulle tariffe di luce e gas di Plenitude. Un intervento mirato che punta a dare ossigeno a due pilastri fondamentali dell’economia e della sicurezza alimentare italiana. A stretto giro di posta anche Socar annuncia “un nuovo e significativo intervento a sostegno delle filiere agricola e ittica servite da Ip, con uno sconto significativo sul prezzo dei carburanti destinati ai comparti agricolo e della motopesca”, che “sarà applicato a partire da lunedì 5 ottobre a tutti i clienti dei due comparti già serviti da Ip e resterà in vigore fino al 31 ottobre, con possibilità di ulteriore estensione”. Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, si è detto soddisfatto: “Ringrazio Eni per aver compreso fino in fondo la necessità di sostenere il nostro settore produttivo primario, per quanto possibile, con una tariffa di accesso al carburante che permetta di continuare a svolgere il prezioso compito di custodi dell’ambiente e della sicurezza alimentare italiana”.

L’auspicio “è che le altre compagnie petrolifere presenti sul territorio nazionale emulino il virtuoso comportamento attuato da Eni”, ha aggiunto Lollobrigida ricordando come l’intervento si aggiunga a quelli già messi in campo dal governo. Vedi credito d’imposta e taglio delle accise. “È giusto che le compagnie petrolifere diano una mano, ma se ottengo questa mano con la moral suasion non spavento i mercati, non spavento le imprese e creo un clima positivo in un momento di difficoltà”, sottolinea il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente la novità. “Lo sconto del 20% sul gasolio agricolo rappresenta una boccata d’ossigeno per le imprese agricole e della pesca e una buona notizia per la salute dei cittadini per l’acquisto di cibo sano e sicuro”, commentano Vincenzo Gesmundo e Ettore Prandini, rispettivamente segretario generale e presidente della Coldiretti. Confagricoltura ha definito lo sconto “un’ottima notizia” e ha auspicato che venga emulato dalle altre compagnie. Giuseppino Santoianni, presidente dell’Aic, ha sottolineato che la scelta di Eni è “un primo passo”, ma ha chiesto anche un tavolo interministeriale per un piano di resilienza geoeconomica in quanto le quotazioni del gasolio agricolo sono aumentate di oltre il 60%. Unirima, con Martina Finotto e Francesco Sicilia, ha invece lanciato l’allarme per il settore del riciclo e della raccolta dei rifiuti, invocando l’estensione di un tetto al prezzo del carburante anche per l’autotrasporto. Ottimista con riserva la Cia: Bene il taglio del 20%, ma servono misure strutturali contro il caro-prezzi. “Risposta concreta alle fortissime difficoltà che stanno affrontando le imprese del Primario”, sottolinea invece il presidente della Copagri Tommaso Battista. “È la richiesta che avevamo avanzato e quindi non possiamo che essere contenti.”, commenta Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare. Nonostante la misura applicata da Eni, però, il clima politico resta caldo.

Davide Faraone, vicepresidente di Italia Viva, ha denunciato le proteste degli agricoltori e autotrasportatori in strada da Nord a Sud, criticando le risposte dell’esecutivo: “Per fortuna il governo aveva già pensato alla soluzione: il carcere. Con il decreto Sicurezza i blocchi stradali sono stati trasformati in reato”. Si tratta di persone che “hanno bisogno di risposte sul carburante, sui prezzi agricoli e sulla possibilità di continuare a lavorare” ha aggiunto. Dura la reazione anche del resto delle opposizioni. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha attaccato la maggioranza: “Il fallimento più grave di Meloni è sul terreno economico e sociale”. Poi ha rimproverato alla premier di ringraziare tutti i giorni le grandi società petrolifere che “non ha avuto il coraggio di tassare”. Angelo Bonelli, portavoce dei Verdi e deputato di Avs, ha presentato invece un esposto all’Antitrust e un’interrogazione urgente parlando di “beffa” legata agli aumenti delle tariffe di Plenitude a ridosso delle promozioni, chiedendo di verificare la conformità alla Direttiva Omnibus e al Codice del Consumo: “Risparmio di due euro invece di 200”. Dall’altra parte la maggioranza, che ha fatto quadrato. Galeazzo Bignami, capogruppo FdI Camera, ha parlato di “ottima notizia” che dimostra la fruttuosa sinergia tra istituzioni e grandi aziende. Augusta Montaruli ha espresso soddisfazione per la difesa del Made in Italy, mentre Marco Cerreto ha ringraziato l’ad Eni Claudio Descalzi per l’attenzione verso le imprese e i pescatori. Lucio Malan ha evidenziato che gli agricoltori “possono finalmente tirare un sospiro di sollievo grazie alla responsabilità di Eni”. Anche Luca De Carlo, presidente della commissione Agricoltura al Senato, ha ricordato gli oltre 17 miliardi investiti in quattro anni a favore dell’agricoltura. A livello territoriale gli assessori regionali hanno plaudito all’iniziativa: Paolo Bongioanni per il Piemonte ha parlato di una “splendida notizia” per le produzioni agroalimentari e vitivinicole, Alessandro Beduschi ha ringraziato Palazzo Chigi per i risultati ottenuti in Lombardia, e Giancarlo Righini ha confermato il sostegno della Regione Lazio ad una misura “strategica per la continuità produttiva e la tutela delle eccellenze italiane”.

La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma. Mit: In arrivo altri 11,4 mln per trasporti

La corsa dei prezzi dei carburanti non si arresta e torna a mettere sotto pressione famiglie, imprese e trasportatori. Oggi il costo medio del self service sulla rete stradale nazionale raggiunge 2,058 euro al litro per la benzina e 2,169 euro per il gasolio. In autostrada i valori salgono rispettivamente a 2,143 e 2,240 euro al litro. Il trend conferma un aumento che prosegue ormai da tempo.

Secondo l’aggiornamento settimanale dell’Osservatorio carburanti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, dal 31 agosto al 6 settembre la benzina ha raggiunto una media di 2,034 euro al litro, in crescita di 18 millesimi rispetto alla settimana precedente (+0,89%). Il gasolio si è attestato invece a 2,142 euro al litro, con un incremento di 18,4 millesimi (+0,86%). Sostanzialmente stabile il Gpl, a 0,77 euro al litro.

A denunciare l’impatto dei rincari è il Codacons, secondo cui in appena un mese un pieno di gasolio sulla rete ordinaria è diventato più caro di 4,5 euro, nonostante lo sconto sulle accise. Rispetto all’8 agosto, l’aumento del diesel è di circa 9 centesimi al litro, mentre dal primo luglio il rincaro arriva a 28,5 centesimi. Per un pieno da 50 litri significa un aggravio di 14,25 euro. Anche la benzina registra aumenti significativi: 7,2 centesimi al litro in più rispetto a un mese fa e 25,2 centesimi rispetto al primo luglio, pari rispettivamente a 3,6 e 12,6 euro in più per un pieno. Per i consumatori, il taglio delle accise sul gasolio da 17 centesimi e in vigore fino al 10 settembre, non è più sufficiente. L’associazione lancia l’allarme sugli effetti a cascata dei rincari, che potrebbero riflettersi sui prezzi al dettaglio, sul potere d’acquisto e sui consumi delle famiglie.

Anche l’Unione nazionale consumatori certifica i rincari continui. Secondo il presidente Massimiliano Dona, dall’1 all’8 settembre un pieno da 50 litri è rincarato di quasi due euro. Sulla rete ordinaria l’aumento è di 1,95 euro per il gasolio e di 1,80 euro per la benzina; in autostrada di 1,80 e 1,95 euro. In alcune regioni la crescita è stata ancora più marcata: per il diesel la Sicilia registra un aumento di 2,25 euro, seguita dal Veneto con 2,10 euro e dalla Lombardia con 2,05 euro in una sola settimana.

Nel frattempo il governo interviene a sostegno del comparto dei trasporti. Entro la fine di settembre sono in arrivo altri 11,4 milioni di euro destinati alle imprese che svolgono attività di trasporto merci e persone in conto terzi. Il beneficio riguarda le imprese di autotrasporto e di trasporto passeggeri con autobus Euro V ed Euro VI.

La misura per le imprese arriva mentre il dibattito sugli sconti fiscali si intensifica. Per l’Unione nazionale consumatori, infatti, il problema non riguarda soltanto le categorie già agevolate: l’aumento dei costi di trasporto rischia di alimentare ulteriormente l’inflazione. L’obiettivo, avverte l’associazione, è “evitare che l’impennata dei carburanti si trasformi in un nuovo fronte di tensione sui prezzi durante l’autunno”.

Il decreto Energia con aiuti più mirati rispetto ai sconti sulle accise dovrebbe arrivare a fine mese. “L’impatto fortissimo della situazione internazionale e della crisi di Hormuz sul costo dei carburanti, dei fertilizzanti e delle materie prime sta pesando sui nostri cittadini e sulle nostre imprese”, ha detto ieri la premier Giorgia Meloni , in un punto stampa a Palazzo Chigi per l’incontro col primo ministro belga, Bart De Wever, chiedendo che il prossimo Consiglio europeo torni ad affrontare i temi della competitività e del costo dell’energia con “più coraggio e maggiore concretezza”.

Piano Mattei, Fs punta sulla formazione: al via l’esperienza di 14 lavoratori tunisini in Italia

Formazione è la parola chiave dell’impegno di Fs per il Piano Mattei. I primi risultati del programma messo in campo dall’azienda nell’iniziativa del governo per cambiare radicalmente la partnership con i Paesi africani, hanno tutti un nome e un cognome. Sono quelli dei 14 lavoratori tunisini che hanno completato la preparazione nel Paese nordafricano e ora sono pronti a iniziare la loro esperienza in Italia, nella squadra di Trenitalia.

“Una cooperazione internazionale fondata sul partenariato, sul trasferimento di competenze e, quindi, sulla crescita reciproca”. E’ questa la “visione” indicata dal Chief corporate Affairs, Communication & Sustainability Officer di Ferrovie, Giuseppe Inchingolo, alla conferenza di presentazione denominata appunto ‘Benvenuti in Italia‘. Per il manager del Gruppo Fs “nessuna infrastruttura può generare sviluppo se non ci sono poi persone in grado di progettarla, realizzarla, gestirla e innovarla nel tempo”. Per l’azienda di Piazza della Croce Rossa, il Piano Mattei “rappresenta una opportunità per mettere a disposizione del Sistema Paese ciò che costituisce il nostro principale patrimonio – aggiunge Inchingolo -: oltre un secolo di esperienza industriale, competenze tecniche riconosciute a livello internazionale e una capacità consolidata di accompagnare la crescita dei territori attraverso, appunto, la mobilità e le infrastrutture”.

Di formazione come “punto di partenza imprescindibile per costruire percorsi di inserimento lavorativo efficaci e duraturi” parla anche Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer del Gruppo, coniugando “sviluppo delle competenze, inclusione e crescita professionale, valorizzando il capitale umano e creando le condizioni per un’integrazione fondata sul lavoro”. Mentre Francesca Stacchiotti, direttrice delle Risorse Umane e Organizzazione di Trenitalia, mette in luce come “gli investimenti nella formazione possano tradursi in opportunità concrete di lavoro e di crescita professionale”, per questo “accompagneremo questo percorso attraverso il coinvolgimento delle nostre strutture, favorendo un’integrazione fondata sulla valorizzazione delle persone, sulla responsabilità e sulla condivisione delle competenze. È così che un progetto di cooperazione internazionale genera valore duraturo”.

Quello con la Tunisia non è l’unico progetto in corso per Fs, che infatti ne ha avviato un altro anche in Egitto con l’obiettivo di integrare competenze, creare opportunità di lavoro e costruire ponti tra le due sponde del Mediterraneo. Entrambi vedono la collaborazione di Elis e vede due linee di intervento complementari: in Tunisia con un percorso integrato di formazione professionale e inserimento lavorativo nel settore ferroviario italiano. Mentre in Egitto con programmi di qualificazione tecnica e trasferimento di know-how rivolti a docenti e studenti di istituti professionali, contribuendo al rafforzamento delle competenze nel settore ferroviario. I programmi di Fs, per dirla con le parole di Inchingolo, “dimostrano come un grande gruppo industriale possa contribuire concretamente agli obiettivi del Sistema Paese, trasformando la collaborazione internazionale in opportunità di sviluppo reciproco”.

Carburanti, revocato sciopero autotrasporto: dal governo 300 milioni per affrontare crisi

L’Italia non si ferma, revocato lo sciopero dei trasportatori inizialmente proclamato dal 25 al 29 maggio. L’annuncio è arrivato direttamente dai sindacati e dalle associazioni di categoria dopo l’incontro avuto venerdì pomeriggio a Palazzo Chigi con il governo, convocato per affrontare la grave crisi del settore. Le tensioni geopolitiche internazionali e l’innalzamento dei costi petroliferi hanno infatti colpito duramente il comparto. Le associazioni hanno evidenziato il rischio concreto di chiusura per le piccole imprese e la perdita di molti posti di lavoro. Per questo hanno chiesto interventi urgenti per garantire la liquidità e difendere il sistema economico nazionale.

Per il governo, al tavolo, erano presenti la premier Giorgia Meloni e i ministri Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Tommaso Foti, oltre a Edoardo Rixi e Alfredo Mantovano. È intervenuto anche Stefano Caldoro, consigliere per i rapporti con le parti sociali. Per i trasportatori, invece, hanno preso parte i rappresentanti delle sigle Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative Lavoro e Servizi, Fai, Fedit, Fiap, Legacoop Produzione Servizi, Sna Casartigiani, Trasportounito e Unatras. L’esecutivo ha messo sul tavolo trecento milioni di euro complessivi per recuperare i venti centesimi del taglio delle accise. Questa misura è entrata direttamente nel decreto legge sul tavolo del consiglio dei ministri. Il provvedimento rafforza quanto già previsto dal decreto numero trentatré del 2026 e stanzia duecento milioni che si sommano ai cento milioni già deliberati a marzo sotto forma di credito d’imposta.

Sul fronte fiscale si sono ridotti i termini per la formazione del silenzio assenso per i crediti d’imposta. Il nuovo limite è passato a trenta giorni rispetto ai sessanta giorni precedenti. Il meccanismo diventa operativo a partire dal prossimo primo ottobre, a condizione che le imprese inoltrino la richiesta per via telematica. Il governo si è impegnato inoltre a valutare una sospensione temporanea dei versamenti per alcune imposte e contributi. Il blocco è stato fissato da giugno a luglio per alleggerire il carico fiscale sulle imprese in difficoltà.

L’esecutivo ha garantito anche un monitoraggio sul legame tra il taglio generale delle accise per i consumatori e il credito d’imposta per gli autotrasportatori. I ministri si sono impegnati infine a ricostituire la Consulta generale per l’autotrasporto. Questo organismo stabile affronta i temi regolatori, la sicurezza e l’organizzazione del comparto.

Soddisfatto il viceministro delle Infrastrutture, Rixi: “Trecento milioni per dare risposte agli autotrasportatori, un aiuto concreto grazie al lavoro del ministro Salvini e della squadra di governo, un segnale di attenzione verso migliaia di imprese e di lavoratori del settore”.

“L’incontro è andato molto bene. Il governo ha accolto in parte le nostre richieste – commenta Andrea Laguardia, direttore di Legacoop – il ministro Giorgetti immagina un automatismo di ristoro per il settore dell’autotrasporto ogni qualvolta che vengono tagliate le accise per i consumatori”. Apprezzamento anche da Sergio Lo Monte, coordinatore di Unatras: “Le condizioni proposte dalla Premier vanno incontro alle richieste della categoria. Le condizioni sono già abbastanza soddisfacenti, non accolgono la totalità delle richieste ma diciamo che siamo sulla strada giusta”.

Unatras conferma ufficialmente la revoca del fermo nazionale dei servizi e sigla il blocco delle proteste. Si raggiunge così un’intesa sulle questioni economiche con l’ottenimento di misure prioritarie che entrano nel provvedimento d’urgenza. Il presidente di Unatras, Paolo Uggè, rivendica il valore delle decisioni unitarie: “Ancora una volta emerge come l’unità della categoria, anche se faticosamente raggiunta, paga. È stata infatti la condivisione della quasi totalità delle federazioni rappresentative del settore a portare l’esecutivo a dare risposte concrete alle richieste della categoria”.

Contro il caro prezzi, il consiglio dei ministri stanzia anche 100 milioni per l’acquisto di fertilizzanti e gasolio agricolo. “Il Governo continua a dare sostegni concreti al settore primario e ai cittadini”, rivendica il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ricordando che gli agricoltori italiani in questi mesi hanno dovuto far fronte ai rincari dovuti al blocco dello stretto di Hormuz. “Questo blocco ha comportato un aumento rilevante del prezzo dei fertilizzanti e del gasolio agricolo. Oggi rafforziamo la risposta a questi aumenti stanziando 100 milioni di euro per il loro acquisto. Riconosciamo un credito di imposta del 30% per i fertilizzanti, finanziato con 40 milioni di euro, per i mesi di marzo, aprile e maggio”, aggiunge il ministro.

La misura si aggiunge allo stop ai dazi sui fertilizzanti decisa a Bruxelles e che fa seguito alla richiesta avanzata dall’Italia nell’Agrifish di gennaio. “Rafforziamo inoltre – spiega Lollobrigida – la risposta all’aumento dei prezzi del gasolio agricolo finanziando il credito di imposta del 20%, già riconosciuto a marzo, con ulteriori 60 milioni di euro sempre per i mesi di marzo, aprile e maggio. Queste misure alleviano le difficoltà a cui le imprese agricole hanno dovuto far fronte in questi mesi, scongiurando ricadute sui cittadini e sul loro carrello della spesa”.

Fs torna in utile nel 2025 di 30 milioni, record di ricavi (17,3 miliardi) e investimenti

Il Gruppo Fs chiude in 2025 con il ritorno all’utile per 30 milioni di euro e il record di ricavi e investimenti. Il Cda approva il bilancio al 31 dicembre scorso, che segna “un passaggio significativo nel percorso di crescita”, come dice l’ad e direttore generale, Stefano Donnarumma.

Entrando nel dettaglio, i ricavi operativi aumentano di 4 punti percentuali su base annua, arrivando a 17,3 miliardi di euro. “Un risultato particolarmente rilevante che conferma la solidità del nostro modello industriale anche in una fase di massima accelerazione degli investimenti e di profonda trasformazione del Gruppo”, spiega il manager. I ricavi da servizi di trasporto salgono a 9,2 miliardi di euro (sia in ambito nazionale che internazionale), così come si registrano incrementi anche in quelli dai servizi passeggeri su ferro (+312 milioni), nel trasporto passeggeri su gomma (+169 milioni) e nel trasporto merci su ferro (+2 milioni). È di oltre il 10%, addirittura, il miglioramento dei ricavi da servizi di infrastruttura, che arrivano a 5,1 miliardi. In calo di 231 milioni, invece, gli altri ricavi operativi, che in totale arrivano a 3 miliardi, una variazione “dovuta prevalentemente alla presenza nel 2024 dei ricavi derivanti dall’operazione di vendita dello scalo Milano Farini e San Cristoforo e all’effetto della variazione area di consolidamento, cui si contrappone l’iscrizione, nell’esercizio corrente, di maggiori contributi a favore del Gestore della rete ferroviaria”, spiega la società.

Da record, però, gli investimenti, che toccano quota 18,3 miliardi di euro, il 4% in più rispetto all’anno precedente. “Il livello più alto mai raggiunto”, sottolinea ancora Donnarumma. Inoltre, circa 16 miliardi di euro risultato consuntivati per il Pnrr, raggiungendo tutte le milestone europee previste. Fs mette in luce pure un altro dato, quello relativo alla quota di anticipi ai fornitori in ambito infrastrutturale, che scende di oltre il 90% arrivando a 83 milioni di euro in valori assoluti: “A dimostrazione dell’avanzato stato realizzativo su molte delle grandi opere”. Il 98% degli investimenti è sviluppato in Italia, con quasi 12 miliardi di euro per infrastrutture ferroviarie, circa 4 miliardi per quelle stradali e il resto principalmente al trasporto passeggeri. “Questo andamento si inserisce in una traiettoria di sviluppo coerente con il Piano Strategico 2025–2029, che prevede oltre 100 miliardi di euro di investimenti per sostenere la modernizzazione delle infrastrutture, migliorare la qualità del servizio, rafforzare la sostenibilità e consolidare la presenza internazionale”, prosegue l’amministratore delegato.

Nel 2025, poi, i costi operativi sono stati di 14,9 miliardi (+4%) e la solidità finanziaria resta elevata con un patrimonio netto di 41,8 miliardi. In questo scenario il Margine operativo lordo arriva a circa 2,4 miliardi di euro (+6%) e migliora di 700 milioni rispetto al 2024 anche la posizione finanziaria netta, che al 31 dicembre scorso è risultata di 12,8 miliardi. Bene anche l’occupazione con 8.515 assunzioni effettuate.

Territorio positivo, infine, per i criteri di sostenibilità ambientale, perché nel 2025 il Gruppo Fs riduce di un ulteriore 15 percento le emissioni dirette e indirette legate all’energia acquistata (circa 1,87 milioni di tonnellate di Co2 equivalente) rispetto all’anno precedente, che diventa addirittura -27% in confronto al 2019. Una strategia integrata con la gestione responsabile dell’acqua, che ha portato lo scorso anno a effettuare 16 milioni di metri cubi prelievi idrici, in diminuzione del 6% in un anno e del 21% rispetto al 2019. Bene anche l’impegno per lo sviluppo dell’economia circolare, una quota di rifiuti differenziati-recuperati del 94,7%, cioè 1,3 punti percentuali in più in soli 12 mesi.

Van Dieren (Westerman): “Sentiamo la responsabilità di prenderci cura del mondo di domani, anche nel nostro settore”

“Per noi, come azienda nel settore della logistica multimodale, è una responsabilità prenderci cura del mondo di domani, anche nel nostro settore. Ed è per questo che abbiamo sviluppato il cosiddetto ‘green wagon corridor’. Come già spiegato, cerchiamo di spostare le merci dalla strada alla ferrovia per essere più sostenibili e, anche per le attività del primo e dell’ultimo miglio, utilizzeremo camion, camion elettrici o, diciamo, “road energy”, il che significa che cerchiamo di rendere il trasporto door to door in modo sostenibile. E quindi, sì, abbiamo scelto quattro località in tutta Europa, compresa Verona, per collegare i diversi Paesi europei”, a dirlo Lambert van Dieren, ceo di Westerman ai microfoni di Gea durante il LetExpo. 

De Gregorio (Riccardo Sanges & C.): “Occhi puntati su aggiornamento e sostenibilità”

“Noi effettuiamo logistica, impresa portuale, trasporti, quindi l’obiettivo primo è aggiornarci sulla logistica, essere sempre in linea con le nuove norme, con i nuovi mezzi. Anche per quanto riguarda la sostenibilità cerchiamo di abbassare il trasporto su gomma, che comunque va a incidere molto sull’inquinamento”, ha spiegato ai microfoni di Gea Paolo De Gregorio, deputy logistics manager di Riccardo Sanges & C in occasione di LetExpo 2026. E ha aggiunto: “Imbarchiamo spesso delle pale eoliche. La Sicilia si sta attrezzando molto questo punto di vista, stanno nascendo nuovi parchi eolici. Stanno pensando di effettuare un parco eolico in mare, che è una delle cose che ancora si è vista poco nel mondo. E quindi stiamo cercando anche noi di spingere, per quanto riguarda anche la sostenibilità e gli sprechi che avvengono soprattutto nelle navi quando sostano in porto o nelle manovre”. 

Strisciuglio (Trenitalia): “Il futuro vede investimenti in intermodalità, sostenibilità e nuove flotte”

“Noi crediamo nell’intermodalità, nella sostenibilità, per questo da qualche mese facciamo parte del mondo Alis, perché sosteniamo con forza anche nel nostro piano gli ideali della mobilità collettiva supportata da sostenibilità ed intermodalità. Sono concetti che in Alis sono radicati storicamente nell’ambito della logistica. L’apporto di Trenitalia è quello di consentire che questa vista si estenda ancora di più”. Queste le parole Gianpiero Strisciuglio, AD di Trenitalia, in occasione di LetExpo 2026. 

“Abbiamo suggellato l’ingresso in Alis qualche mese fa e per questo abbiamo concretizzato la nostra presenza con la partecipazione a un evento così rilevante e di ampio respiro, in cui possiamo raccontare ancora meglio la nostra presenza e il nostro ambizioso piano industriale”, ha poi aggiunto. Strisciuglio ha quindi sottolineato l’importanza dell’accordo siglato questo mese con ITA: “Un memorandum significativo, perché corona un percorso di lavoro intenso negli ultimi mesi, che ha visto coinvolti due grandissimi player nazionali come Trenitalia e ITA, ovviamente con il supporto, il sostegno della nostra holding, Gruppo delle Ferrovie dello Stato Italiane. Un laboratorio digitale, tra le tante cose, tra i tanti obiettivi, sicuramente è quello di spingere affinché in chiave intermodale si possa lavorare in maniera congiunta per applicare le tecnologie digitali, in primis l’AI, a sostegno del design e della gestione dei servizi di trasporto. In chiave intermodale, perché crediamo fortemente in questo, l’abbiamo sempre sostenuto ed è evidente che questo Paese può offrire soluzioni di trasporto ancora più performanti, se lavoriamo insieme da subito su un’esperienza di viaggio del cliente che sia seamless e poi, magari, appena siamo pronti a raccogliere i risultati di questa grande fase di trasformazione dell’infrastruttura ferroviaria, potremmo fare servizi ancora più intermodali, ancora più integrati. Un laboratorio importante che parte in maniera congiunta: abbiamo ritenuto importante lavorare insieme perché stiamo parlando dei due grandi player del trasporto nazionale che sono uniti dallo stesso obiettivo, quello di offrire un servizio di mobilità e di connessione all’interno del Paese che sia all’altezza, ovviamente, del nostro Paese”. 

E in merito alle strategie presenti e ai piani per il futuro, Giampiero Strisciuglio ha poi aggiunto: “Una sfida importantissima è quella del rinnovo della nostra flotta, in tutti i settori di business. Sull’alta velocità abbiamo da poco rinforzato il nostro piano di adeguamento della flotta con l’acquisizione di 74 nuovi Frecciarossa 1000, il treno più bello d’Europa, anche evoluto nel suo design, ancora più confortevole, ancora più tecnologico, ancora più sostenibile. Due miliardi di investimento su questo. Continua la spinta sul trasporto regionale: è un percorso iniziato da qualche anno, ma che nel 2025, nel 2026 e in parte del 2027 vedrà il completamento del rinnovo della nostra flotta, che sarà tra le più giovani d’Europa. Anzi, la più giovane d’Europa per quanto riguarda il trasporto regionale. Sette miliardi di investimenti in questi anni, che ci rendono una flotta che a regime sarà di quasi 1100 treni regionali su 1300 di ultima generazione. Cosa significa? Treni tecnologicamente avanzati per un trasporto sostenibile, più spazio per le bici, più spazi anche per le persone con ridotta mobilità, destinati anche allo sviluppo del turismo, quindi all’accessibilità turistica dei nostri servizi e non solo ai pendolari. Una flotta che, come dicevo prima, potrà vantare nelle differenti regioni del nostro Paese un’età media fra i 5 e i 10 anni. Basti pensare che, nel resto d’Europa, i Paesi più performanti hanno flotte di trasporto regionale con un’età media sopra i 20 anni; quindi, un grande piano di trasformazione che continua e ha un’accelerata in questa fase. Ultimo, ma non come importanza, il trasporto Intercity, dove stiamo finalizzando gli investimenti previsti nel PNRR: 525 milioni per 38 nuovi treni Intercity, anche questi con tecnologia d’avanguardia, innovativa, sistemi ibridi, sistemi full battery, elettrotreni con la possibilità di raggiungere la velocità di 200 km/h, quindi anche in questo caso un rinnovo importante della flotta”. 

Calabrese (Trans.eu): “Processi tecnologici più performanti grazie all’AI”

Trans.eu ha partecipato a LetExpo 2026 – la fiera del trasporto e della logistica sostenibili – sottolineando l’importanza di puntare su innovazione ed efficienza. “Il nostro obiettivo è quello di abilitare le aziende, grazie alla tecnologia, a migliorare quello che è la sostenibilità”, sottolinea ai microfoni di Gea Nicolò Calabrese, country manager Italia di Trans.eu. “Gli sprechi sono oramai tanti e noi lavoriamo tantissimo per evitare quello che può essere il viaggio a vuoto dei nostri clienti, quindi riducendo anche le emissioni CO2, ottimizzando anche quelli che sono i percorsi che consentono appunto alle aziende di creare una sostenibilità sia a livello ambientale, ma anche una sostenibilità dell’azienda, sostenibilità di business, perché l’obiettivo nostro non è solo quello di creare una sostenibilità ambientale, ma dare grazie alla tecnologia la possibilità di migliorare anche la sostenibilità lavorativa. Infatti, grazie alla tecnologia cerchiamo di migliorare tutti quelli che sono i processi che oggi le aziende di trasporto affrontano in maniera tradizionale utilizzando ancora strumenti molto semplici, non integrati e che diminuiscono molto la produttività delle aziende. Quindi noi, con la nostra tecnologia, cerchiamo di dare più spazio al miglioramento e all’ottimizzazione di quello che è la sostenibilità a 360 gradi”. 

Parlando con Gea dell’impiego di strumenti all’avanguardia ha poi aggiunto: “Sicuramente l’intelligenza artificiale è uno dei punti più importanti, perché è vero che la tecnologia aiuta, migliora i processi, ma è anche vero che molte volte applicare la tecnologia comporta dei tempi e sicuramente è molte volte dispendioso. La tecnologia dell’intelligenza artificiale aiuterà a saltare dei passaggi operativi anche a livello digitale, ma sicuramente aiuterà a fare delle cose che oggi vengono fatte manualmente in un software. Domani con pochi input riusciremo a far sì che la nostra tecnologia sia ancora più performante, grazie all’intelligenza artificiale”. 

Carrano (Golia360): “Borsa carichi relazionale, un nuovo modello per il trasporto merci”

Claudio Carrano, CEO di Golia360, ha presenziato a LetExpo 2026 per parlare di Golia Exchange, la prima borsa carichi relazionale sviluppata per introdurre un nuovo modello operativo nel mercato del trasporto merci. “Proprio l’idea della borsa carichi, che era un’idea che noi cullavamo da tanto tempo, ha trovato concretizzazione all’interno di Alis dove, con un altro partner, siamo riusciti a trovare quella quadra necessaria per mettere a terra una soluzione che sicuramente è innovativa. Parliamo letteralmente di una nuova generazione di borsa carichi”. Queste le parole del ceo che, intervistato da Gea, ha spiegato: “Se vogliamo, così in due parole, cercare di evidenziarne le caratteristiche direi che, anzitutto, il primo aspetto che siamo riusciti a mettere a fuoco e quindi a curare è proprio quella della fiducia e dell’affidabilità, che è un elemento fondante della relazione fra operatori nel mondo del trasporto della logistica e che tante volte è percepito come un punto debole delle borse carichi convenzionali. Fondamentalmente, il muro digitale che separa le due parti nelle convenzionali borse carichi qui è stato abbattuto. È stato abbattuto grazie al fatto che anzitutto gli operatori sono noti, sono conosciuti, esistono, sono nostri clienti, clienti che usano la tecnologia, la sanno usare. Sono realtà strutturate per conformarsi alle normative, sono realtà conosciute anche per la loro affidabilità, visto che usufruiscono già di servizi per i quali li abbiamo dovuti in qualche modo valutare anche dal punto di vista finanziario, dell’affidabilità”. 

“Tutto questo è un valore fondamentale – ha evidenziato Carrano – per il quale la loro attività all’interno della borsa carichi può esprimersi all’interno di un primo ambiente che è quello privato, dove fra di loro possono interagire con un livello di trust, ovviamente, mediamente più alto del solito. Ma poi vengono anche presentati verso il resto del mondo della borsa carichi pubblica. Presentati evidenziandone questa loro caratteristica di qualità al di sopra della media, che fa sì che il focus nella relazione con le controparti si sposti dal prezzo e si vada invece a concentrare sulla qualità. Ultimo ma non ultimo, e altrettanto importante, l’elemento della tecnologia. Ovviamente la tecnologia qui è innovativa, il tempo dell’operatore è sacro e quindi viene risparmiato al massimo e, di conseguenza, per dire con due parole e per rendere immaginabile un po’ ciò di cui stiamo parlando, l’ambito è quello di una mappa sulla quale posso concentrarmi sul singolo veicolo. Per quel veicolo posso cercare opportunità di calcolo di carico compatibili con la sua configurazione, la sua direzione, le ore di guida dell’autista calcolando in tempo reale i costi, il prezzo a cui proporre e quindi agevolando la trattativa. Insomma, è un ambiente nel quale tutto è integrato, tutto avviene all’interno dello stesso ambiente velocemente, con sicurezza, con certezza e generando relazioni nuove”, ha concluso Carrano.