“Bisogna fare un lavoro importante, non solo sui social network, ovviamente, ma anche su tutte quelle piattaforme online che molto spesso sono reticenti a dare delle chiare informazioni, non solo su quelle che sono le fonti di approvvigionamento delle notizie, la veridicità, ma anche la diffusione”. Lo ha detto l’eurodeputato Stefano Cavedagna (FdI), a margine dell’evento sull’industria dei media organizzato dalla piattaforma Connact al Parlamento europeo a Bruxelles con la media partnership di GEA, Eunews, Ansa, l’Infografica. “Questo -ha aggiunto – capita per i media tradizionali: vediamo tante televisioni e non solo tradizionali all’interno dell’Europa che sono europee, dover competere ad armi impari con grandi aziende online che magari lavorano fuori dal nostro continente e si trovano chissà dove nel mondo e sono sono reticenti ad avere una grande chiarezza, quella che invece viene chiesta ai media tradizionali. Questo per noi non è giusto e bisogna lavorare in questa direzione”.
“Chiarezza, trasparenza – ha detto Cavedagna – anche laddove è prevista una forma di finanziamento, ad esempio l’European Media Freedom Act stabilisce tra le altre cose che gli enti pubblici debbano suddividere quella che è la promozione istituzionale tra le varie emittenti, ma devono chiedere e pretendere delle norme molto più chiare e trasparenza da parte dei contenuti on-line”.
Più che i social media, ha spiegato l’eurodeputato, “il tema vero riguarda le piattaforme online. Ad oggi noi vediamo una chiara diffusione delle cosiddette smart TV che finiscono per fare una concorrenza sleale a quelle che sono le emittenti tradizionali. Però se un emittente è in Europa, noi possiamo chiedergli trasparenza e chiarezza rispetto alle informazioni, rispetto a quello che viene effettivamente affermato. Quando una piattaforma si trova altrove, questo diventa più difficile”.
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