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Parigi sommersa dalla spazzatura

La spazzatura intasa le strade della capitale francese, lo sciopero dei netturbini mette a dura prova la capitale e il Governo del Presidente transalpino Emmanuel Macron. La raccolta rifiuti è ferma da oltre una settimana ed il braccio di ferro non sembra prossimo ad una svolta, con un’opinione pubblica in maggioranza contraria alla controversa riforma delle pensioni che vede gli operatori ecologici come una delle tante categorie che da settimane protestano per arrivare ad una modifica del vasto piano di revisione del sistema pensionistico. Molte le voci di solidarietà con gli scioperanti. E non solo: “Tutto questo deve fare riflettere – dice una parigina ferma a causa dei cumuli di rifiuti che bloccano la pista ciclabile sotto casa sua – La quantità di rifiuti che produciamo è insostenibile. Magari questa situazione ci aiuterà a cambiare stile di vita”.

I sondaggi d’opinione mostrano che circa due terzi dei francesi sono contrari alla legislazione che innalzerebbe l’età pensionabile da 62 a 64 anni, con l’estensione dei contributi per una pensione completa e l’eliminazione di alcuni privilegi speciali per i dipendenti del settore pubblico.
Ma nonostante due mesi di proteste e scioperi intersettoriali, la legge sostenuta dal presidente Emmanuel Macron sembra sul punto di essere approvata dal Parlamento.

L’impatto più visibile dello stallo è stato finora quello dei cumuli di rifiuti nelle strade di Parigi, dove i netturbini e gli addetti alle pulizie hanno interrotto il lavoro dall’inizio della scorsa settimana.

Circa 7.000 tonnellate di sacchi neri e scatole di cartone si sono accumulate sui marciapiedi e fuori dai ristoranti in circa metà della città, allarmando i visitatori stranieri. Anche nell’altra metà di Parigi, dove le aziende private continuano a portare via i rifiuti, la raccolta è stata complicata perché due inceneritori chiave fuori dalla capitale sono in sciopero.

Gli addetti alla pulizia delle strade hanno votato martedì scorso per estendere il loro sciopero fino a lunedì prossimo, inducendo il ministro degli Interni Gerald Darmanin a chiedere al comune della capitale di ordinare loro di tornare al lavoro. Il sindaco di Parigi Anne Hidalgo ha replicato di non avere “nessun potere” e nessuna intenzione di farlo.

Nicola Assetta

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