Per i farmaci in Europa “ci sono difficoltà, visto il mercato frammentato, e alcune lungaggini regolatorie nei percorsi di approvazione che rendono meno competitiva la nostra struttura economica”. Dobbiamo intervenire trasformando ciò che è stato scritto nei vari documenti, e passare dalle parole ai fatti”. Lo spiega Fabrizio Conicella, vicepresidente e responsabile del Center of open innovation and competence del Gruppo Chiesi, intervenuto a ‘Il rilancio della competitività europea attraverso il settore farmaceutico’, un evento organizzato a Roma da Connact in collaborazione con il Parlamento europeo.
“Per farlo – prosegue – non può esserci l’intervento di un singolo Paese, deve essere fatto a livello geografico, su questo l’Europa ha un ruolo essenziale. E bisogna farlo in fretta, perché la perdita di terreno sul numero di molecole candidate, clinical trial e pazienti che hanno accesso a terapie innovative è veramente impressionante. Va fatto in modo rapido e coerente, mettendo in grado startup, imprese e università di poter sfruttare le potenzialità esistenti. L’Ue è comunque una potenza su ricerca di base e ancora possibilità di rincorsa su Cina e Usa”.
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