A Ecomondo 2025, in corso in questi giorni a Rimini, GEA ha incontrato il docente di Ingegneria Sanitaria-Ambientale dell’Università degli Studi della Basilicata, Salvatore Masi, che ha spiegato i nodi relativi alla disponibilità delle risorse idriche nel nostro Paese: “In questo periodo stiamo assistendo a una spaccatura dell’Italia, con il Nord che presenta problemi di eccesso d’acqua e alluvioni ricorrenti, mentre il Sud è in grave carenza idrica. In questo momento le sfide riguardano la programmazione della gestione. Ci troviamo di fronte a una risorsa che arriva in modo discontinuo, sebbene noi creiamo esigenze continue di cui non possiamo fare a meno: l’uso potabile, l’agricoltura e il turismo. Per il futuro non ci dobbiamo far trovare impreparati, e lo possiamo fare operando con una programmazione pluriennale”.
“Siamo già in piena crisi idrica anche nel 2025 e questo è totalmente inaspettato, ma statisticamente probabile – ha proseguito il docente –. L’anno scorso è iniziato un periodo secco, e quest’anno sta continuando: non ha piovuto molto di meno, ma comunque sempre meno della media. Stiamo assistendo alla riduzione delle portate delle sorgenti, e questo è proprio l’effetto di un recupero di capacità – mi riferisco alle sorgenti – che non può essere annuale, ma è pluriennale. Allo stesso modo, non basta un anno piovoso per recuperare completamente la situazione. Quindi siamo già in precrisi. In questo momento la crisi è interregionale. È a rischio l’approvvigionamento idrico potabile non solo per alcune centinaia di migliaia di abitanti in Basilicata, ma anche per qualche milione della vicina Regione Puglia”.
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