Addio al ghiacciaio del Ventina: è arretrato di 400 metri negli ultimi 10 anni

Il ghiacciaio del Ventina, in Valmalenco, è sparito. O quasi. Per la prima volta dopo 130 anni, non sarà più misurabile con i metodi tradizionali. “Troppo pericoloso” dicono dai Servizio Glaciologico Lombardo: utilizzare la classica bindella metrica espone a frane e continui crolli, l’unica possibilità sarà ricorrere a nuove metodologie come la fotogrammetria da drone, aereo, o satellite.

Le immagini dei prossimi decenni, comunque, continueranno a testimoniare un tasso di arretramento che non ha precedenti dal 1895 ad oggi, come spiegano a GEA Marco Giardino, vicepresidente Fondazione Glaciologica Italiana e Mattia Gussoni del Servizio Glaciologico Lombardo: il Ventina ha avuto un arretramento di 400 metri negli ultimi dieci anni, oltre 4 campi da calcio messi in fila.

Anche per questo, ha fatto tappa qui la tappa lombarda della Carovana dei ghiacciai, la campagna di Legambiente che osserva l’arco alpino e porta in primo piano il tema dell’instabilità in montagna accentuata dalla crisi climatica.

Il Ventina è uno dei ghiacciai storicamente più monitorati d’Italia. Ma anche uno dei più fragili. La superficie è passata dai 2,10 km2 del 1957 (Catasto CGI) ai 1,87 km2 del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani nel 2015, fino ai 1,38 km2 del 2022, come segnala il Comitato Glaciologico Italiano. “I dati confermano l’importanza di questo luogo come indicatore della trasformazione dell’ambiente alpino glacializzato”, spiegano Giardino e Gussoni, “il suo monitoraggio offrirà importanti indicazioni per gestire i problemi connessi alla deglaciazione”.

L’arco alpino è sempre più vulnerabile alla crisi climatica. Non solo zero termico in quota e temperature sempre più calde, ma anche eventi meteo estremi che lasciano il segno rendendo ghiacciai e montagne sempre più fragili e instabili. Da inizio anno a luglio, secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente, sono 83 gli eventi meteo estremi registrati nelle regioni dell’arco alpino. Piogge intense e alluvioni i fenomeni che si ripetono con più frequenza. La Lombardia con 30 eventi meteo estremi, registrati nei primi sette mesi del 2025, è la regione più colpita, seguita da Veneto e Piemonte.

Elena Fois

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