Cop27, iniziati i lavori tra polemiche e perplessità

È iniziata a Sharm el Sheikh, in Egitto, la Cop27, il vertice Onu sul clima. La premier Giorgia Meloni, accolta dal presidente egiziano Al Sisi e dal segretario delle nazioni unite Antonio Guterres, è stata una delle prime leader mondiali a presentarsi al centro congressi che ospita la conferenza mondiale. Porta, la presidente del Consiglio, la posizione italiana sul clima e la volontà del Paese di mantenere fede ai patti ambientali sottoscritti in passato.

La Cop27 comincia sotto un cattivo auspicio: pesano le assenze di Cina e India – i grandi inquinatori del pianeta- fa rumore l’assenza di Greta Thunberg che ha polemicamente annunciato di non voler partecipare a una kermesse a suo parere fine a se stessa. Su tutto, sopra tutto, pesa la crisi energetica che ha spinto molte nazioni a mettere in secondo piano la decarbonizzazione e le iniziative per ‘congelare’ il riscaldamento climatico a fronte di salvaguardare i propri rifornimenti energetici da fossili.

Dobbiamo affrontare molte sfide, ma il cambiamento climatico è la più grande. La Cop27 sarà un vertice di attuazione per tenere traccia delle promesse e dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere (l’obiettivo, ndr) 1,5 gradi a portata di mano. L’Europa tiene la rotta”, la presa di posizione di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Von der leyen ha poi evidenziato che la Ue implementerà il Fit for 55 “il pacchetto climatico più ambizioso al mondo, con nuovi standard per edifici ad esempio e auto a zero emissioni. Stiamo passando in modo massiccio alle rinnovabili con REPowerEu”.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha assicurato di voler “fare pressione” sui “Paesi ricchi” extraeuropei, e in particolare sugli Stati Uniti, affinché paghino la loro “quota” per aiutare i Paesi più poveri ad affrontare il cambiamento climatico. “È necessario che Stati Uniti e la Cina ci siano davvero“, perché gli europei sono “gli unici a pagare“, ha detto durante un colloquio con i giovani a Sharm el-Sheikh. Dobbiamo quindi “fare pressione sui Paesi ricchi extraeuropei, dirgli che devono pagare la loro“.

Giulia Proietto Billorello

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