“È ora di agire. È ora di mantenere la promessa di 100 miliardi di dollari all’anno fatta a Parigi“, queste le parole di Antonio Guterres, segretario delle Nazioni Unite, a Dakar durante l’incontro con Macky Sall, capo di Stato senegalese e presidente in carica dell’Unione Africana. Per il segretario è arrivato il momento per i Paesi più ricchi di passare all’azione e contrastare l’emergenza climatica, mantenendo le promesse fatte firmando, nel 2015, l’Accordo di Parigi. Il patto prevedeva di garantire collettivamente, a partire dal 2020, cento miliardi di dollari ai Paesi del sud del mondo, per finanziare la loro transizione ecologica e adattarsi alle conseguenze del riscaldamento globale. Secondo un rapporto commissionato dalla Cop26, tenutasi a Glasgow nel novembre 2021, questo obiettivo potrebbe essere raggiunto con tre anni di ritardo, quindi nel 2023. Guterres ha anche sottolineato come l’emergenza climatica aumenti i rischi per la sicurezza dei Paesi in via di sviluppo e come la guerra in Ucraina abbia aggravato in Africa una triplice crisi: alimentare, energetica e finanziaria. Per il segretario dell’Onu destinare la metà dei finanziamenti per il clima “a programmi di adattamento e resilienza per aiutare le comunità più vulnerabili” è l’unica via percorribile.
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