Il cambiamento climatico aumenterà la diffusione di malattie infettive

Che il cambiamento climatico sia legato all’aumento della diffusione delle malattie infettive è cosa nota, ma l’incremento esponenziale di contagi di patologie trasmesse da vettori come zanzare, pulci e zecche, sta allarmando la comunità scientifica. In un articolo pubblicato su JAMA, un gruppo di infettivologi ha lanciato l’allarme sull’emergere e la diffusione di agenti patogeni dannosi e ha invitato il mondo medico ad avere “una maggiore consapevolezza e preparazione” per affrontare “l’impatto del cambiamento climatico sulla diffusione delle malattie”.

Le patologie infettive possono essere causate da virus, batteri, funghi o parassiti e molte si trasmettono da animale a uomo o da uomo a uomo. Quelle trasmesse da vettori, come la dengue, la malaria e la Zika, sono causate da agenti patogeni trasportati da zanzare, pulci e zecche. Il cambiamento del clima e delle precipitazioni sta ampliando il raggio d’azione dei vettori e i loro periodi di attività. Ad esempio, le malattie causate dalle zecche (come la babesiosi e la malattia di Lyme) si manifestano ora anche in inverno e, inoltre, vengono riscontrate in regioni più a ovest e a nord rispetto al passato.

Un’altra grande preoccupazione è la malaria. Le zanzare che trasmettono la malattia si stanno espandendo verso nord, a causa del clima, che ha portato all’aumento del numero di questi insetti e a un più alto tasso di trasmissione della malattia. “Come medico di malattie infettive, una delle cose più spaventose della scorsa estate sono stati i casi di malaria acquisiti localmente. Abbiamo visto casi in Texas e in Florida e poi fino a nord nel Maryland, il che è stato davvero sorprendente. Si sono verificati in persone che non avevano viaggiato fuori dagli Stati Uniti”, spiega il primo autore dello studio Matthew Phillips.

Anche le malattie zoonotiche, come la peste e l’hantavirus (trasportato dai roditori), mostrano cambiamenti nell’incidenza e nella localizzazione. A causa della perdita di habitat, gli animali selvatici si stanno avvicinando all’uomo e questo comporta un rischio maggiore di trasmissione delle malattie di sviluppo di nuovi agenti patogeni.
Lo studio ha anche evidenziato la comparsa di nuove infezioni fungine, come la Candida auris (C. auris), e cambiamenti nella localizzazione di alcuni patogeni fungini. Ad esempio, l’infezione Coccidioides (nota anche come febbre della valle) era endemica delle aree calde e secche della California e dell’Arizona, ma è stata recentemente diagnosticata a nord, nello Stato di Washington.

Anche i cambiamenti nei modelli di pioggia e nella temperatura delle acque costiere possono influenzare la diffusione di malattie trasmesse dall’acqua, come l’E. coli e il Vibrio.

Elena Fois

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