In Italia aria irrespirabile. Arriva la condanna della Corte Ue

In Italia l’aria è troppo inquinata. Le grandi città come Torino, Milano, Firenze, Roma e Genova hanno in comune l’alta quantità di biossido d’azoto presente in atmosfera. Ed è proprio per non aver rispettato il valore limite annuale di questo elemento – inquinante e nocivo per la salute – e per non aver introdotto misure a garantire il rispetto dei valori limiti di No2, che il Belpaese è stato inchiodato dalla Corte di giustizia europea, che ha accolto con una sentenza il ricorso della Commissione Ue. Secondo la Corte, il superamento del valore limite annuale fissato per il biossido d’azoto (pari a 40 μg/m3), è di per sé sufficiente per ritenere l’inadempimento dell’Italia all’obbligo della direttiva europea 2008/50/CE.

Le numerose giustificazioni fornite dal Paese – dalle “difficoltà legate ai fattori socio-economici agli investimenti di grande portata da mettere in opera” – non sono state sufficienti per scagionare l’Italia dalle accuse ma, anzi, ritenute “non valide” dalla Corte.

Se sul fronte delle rinnovabili il Paese ha compiuto grandi passi avanti, l’inquinamento dell’aria sembra essere ancora un punto debole, con ritardi troppo elevati soprattutto in merito alle misure da attuare per evitare il biossido di azoto nelle città. “La sanzione della Corte Europea conferma l’urgenza di modificare politiche e comportamenti verso buone pratiche per cogliere appieno la sfida di sviluppo della mobilità realmente sostenibile”, ha affermato in una nota il deputato del Movimento 5 Stelle, Diego De Lorenzis, che non ha esitato a puntualizzare come il cambiamento sia ancora “troppo lento”, con città “letteralmente soffocate dalla congestione delle troppe automobili private”. Nonostante i numerosi ostacoli “negli ultimi anni abbiamo adottato una serie di misure che vanno nella direzione di una mobilità efficiente e a basso impatto ambientale”, ha sottolineato De Lorenzis, avvisando che nessuno sta prendendo sottogamba l’emergenza relativa all’inquinamento, anzi, ultimamente è stato dato “un impulso al potenziamento e rinnovamento del trasporto pubblico, locale e regionale, promosso la diffusione di strumenti volti a decongestionare gli spazi urbani come lo smartworking, strumenti per promuovere la mobilità ciclistica quotidiana, le aree scolastiche e contemporaneamente dare alternative di mobilità, come mezzi in condivisione, nonché monopattini e biciclette elettriche“. Interventi che ci consentiranno di abbattere le emissioni, di arrivare più velocemente alle città a 30 all’ora e centrare gli obiettivi di Fitfor55.

Nadia Bisson

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