Parlamento Ue al voto su otto dossier del ‘Fit for 55’

Tredici proposte legislative, di cui otto revisioni di leggi esistenti e cinque nuove proposte. Il ‘Fit for 55’ è stato presentato dalla Commissione Europea il 14 luglio dello scorso anno come il più grande pacchetto sul clima finora varato in Unione Europea, pensato con l’obiettivo di portare il Continente a tagliare le emissioni di gas serra del 55% (rispetto ai livelli registrati nel 1990) entro il 2030, come tappa intermedia per l’azzeramento delle emissioni entro il 2050 (la neutralità climatica).

Il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo da lunedì 6 a giovedì 9 giugno dovrà finalizzare la sua posizione su otto proposte legislative del pacchetto: una revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue la revisione dell’ETS per quanto riguarda l’aviazione e il CORSIA, il sistema di compensazione del carbonio per ridurre le emissioni di CO₂ per i voli internazionali), l’introduzione di una nuova tassa sul carbonio sulle importazioni (il CBAM, acronimo di carbon border adjustment mechanism), nuovi standard di emissione di per automobili e furgoni, nuovi obiettivi per l’uso del suolo e le foreste per assorbire più carbonio, modifiche agli obiettivi nazionali degli Stati membri per la riduzione delle emissioni e, infine, la creazione di un Fondo sociale per il clima per ammortizzare i costi della transizione.

Una discussione sugli otto fascicoli del pacchetto è prevista nella giornata di martedì 7 giugno, con risultati del voto mercoledì. Dopo il via libera dell’Eurocamera, potrà iniziare il negoziato dell’Eurocamera con i governi che la Commissione europea, spera di concludere prima della prossima Conferenza delle Nazioni Unite sul clima (COP27) in programma a Sharm el-Sheikh, in Egitto, a novembre (7-18 novembre 2022). Da quando il pacchetto è stato presentato, quasi un anno fa, l’aumento dei prezzi dell’energia e la guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina iniziata lo scorso 24 febbraio, hanno portato la Commissione a presentare il piano ‘REPowerEU’ per l’indipendenza energetica dell’UE dai combustibili fossili russi al più tardi entro il 2027, che avrà come conseguenza, tra le altre, anche una modifica di alcune proposte avanzate neanche un anno fa. Tra queste, andranno incontro a una modifica i target sull’efficienza e le energie rinnovabili che sono stati rivisti al rialzo ma anche l’anticipo di alcune quote della riserva di stabilità di mercato del sistema Ets, per mobilitare 20 miliardi di euro per finanziare il piano.

Nadia Bisson

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