Scatta l’Ora della Terra: alle 20.30 luci spente in tutta Italia

Sessanta minuti di luci spente, per ricordare che la sfida climatica non è lontana né teorica: è la realtà con cui conviviamo ogni giorno, ed è anche la responsabilità che condividiamo verso il futuro. Da Sidney a Parigi, da Tokyo a Berlino, fino a Roma, Milano, Torino, Napoli, Venezia e molte altre città, sabato 28 marzo scatta l’Ora della Terra, iniziativa globale del Wwf arrivata alla 20esima edizione, proprio nell’anno in cui l’associazione ambientalista spegne le sue 60 candeline.

Alle 20.30 le luci dei principali monumenti del Pianeta verranno spente per creare un’ola di buio, ma sono invitati a partecipare anche cittadini e aziende. Anche quest’anno Earth Hour ha ricevuto il patrocinio di importanti istituzioni, tra cui la Camera dei deputati, il Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ed è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica.

La Capitale sarà protagonista con un gesto speciale: per la prima volta si spegnerà la Fontana dell’Acqua Paola (Fontanone) al Gianicolo, in un’iniziativa dedicata ai 60 anni del Wwf Italia. Roma spegnerà anche due simboli universali: il Colosseo e la Basilica di San Pietro. Al loro fianco, numerose città in tutta Italia vivranno la stessa suggestione, creando un’onda ideale di buio e consapevolezza che attraverserà il Paese. Ad esempio, Milano spegnerà per un’ora le luci della Torre del Filarete del Castello Sforzesco, uno dei simboli della città, mentre a Torino resterà al buio la Mole Antonelliana. A Bari resterà a luci spente l’impianto di pubblica illuminazione del parco Maugeri, nel quartiere Libertà, mentre Napoli spegnerà il Maschio Angioino e Venezia Piazza San Marco.

Nata a Sidney nel 2007, Earth Hour è una manifestazione in continua crescita, che ogni anno coinvolge la quasi totalità delle nazioni attraverso lo spegnimento simbolico delle luci di monumenti, edifici, piazze e strade, insieme a migliaia di momenti di partecipazione e impegno concreto da parte di cittadini, istituzioni, associazioni e imprese.

Spegnere la luce per un’ora, dice il Wwf, “non significa rinunciare a qualcosa, al contrario rappresenta una scelta precisa per un futuro più sicuro, un Pianeta più sano, una vita più equilibrata tra persone e natura. Chiunque può partecipare. Basta premere un interruttore, ma si può fare molto di più: dedicare un momento a sé stessi, coinvolgere la comunità, condividere il gesto sui social, osservare i monumenti del proprio Comune spegnersi e farlo diventare parte di un racconto globale”.

Elena Fois

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