Nel confronto sui bonus edilizi 2026 si fa strada un equivoco che rischia di penalizzare molti contribuenti: il bonus mobili non è limitato alla prima casa. Una lettura che non trova conferma nella normativa né nelle indicazioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.
“Secondo le indicazioni ufficiali dell’Agenzia – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – il bonus mobili ed elettrodomestici resta una detrazione Irpef del 50% e non è legato al concetto di prima casa, ma alla presenza di interventi di recupero edilizio su un immobile residenziale”.
“Il presupposto fondamentale – prosegue Buselli – non è l’utilizzo dell’immobile come abitazione principale, ma il fatto che gli acquisti siano destinati ad arredare un’unità immobiliare residenziale oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio”.
L’agevolazione si applica sia alle singole unità sia alle parti comuni di edifici residenziali, senza alcuna distinzione legata alla residenza anagrafica. Per le spese sostenute nel 2026, i lavori devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
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