L’intelligenza artificiale sta avendo e avrà sempre più impatto sul mondo del lavoro. Una rivoluzione, dai confini ancora non ben definiti, che sta generando non poche preoccupazioni. Secondo una ricerca presentata al World Economic Forum di Davos, circa il 25% delle aziende globali prevede entro l’anno un taglio del 5% dei posti di lavoro che potranno essere sostituiti da applicazioni di IA.
Tra i settori più coinvolti: media, intrattenimento, banche ed assicurazioni.
“Se da una parte, Morgan Stanley, UBS e Deutsche Bank sostengono che l’ingresso dell’IA nel mondo aziendale è attualmente limitato e lento, dall’altra – spiega Luigi Pagliuca, presidente della Cnpr – sono in molti a sostenere che l’intervento umano rimane cruciale per la sicurezza, considerando i rischi associati alla fase sperimentale dell’IA”.
La maggior parte dei compiti assegnati all’IA riguardano mansioni pericolose o noiose per questo motivo l’aumento della produttività potrebbe generare la necessità di assumere personale umano per mansioni di controllo, equilibrando gli effetti sull’occupazione.
Gli esperti, però, prevedono che gli effetti dell’IA saranno inevitabili nel giro di pochi mesi.
“Secondo la multinazionale Accenture – prosegue Pagliuca – globalmente, il 40% del tempo di lavoro attuale sarà gestito solo dall’IA come dimostrano le aziende Duolingo e Chegg che sostituiscono dipendenti con applicazioni di IA e la scelta di IBM di bloccare le assunzioni fino a quando non sarà chiaro quali posti di lavoro saranno sostituibili da app di IA”.
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