AUTO AUTOMOBILE AUTOMOBILI ALLA BARRIERA DI MELEGNANO DURANTE LO SCIOPERO DELLE AUTOSTRADE CASELLO CASELLI AUTOSTRADALE AUTOSTRADALI
Il mercato italiano dell’auto ingrana una nuova marcia a settembre, con una crescita delle immatricolazioni che sfiora il 10% su base annua e Stellantis che accelera e rafforza la propria presenza. Nel complesso l’elettrico avanza senza colmare il divario con i principali Paesi europei. Sullo sfondo, l’allarme dell’industria per la concorrenza cinese e la richiesta delle associazioni di sostenere la domanda, rinnovare un parco circolante ancora anziano e rendere più accessibile la transizione tecnologica.
Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a settembre sono state immatricolate 139.356 autovetture, rispetto alle 126.781 dello stesso mese del 2025, con un aumento del 9,92%. Nei primi nove mesi dell’anno le nuove registrazioni raggiungono 1.268.964 unità, in crescita dell’8,7%. I trasferimenti di proprietà dell’usato sono stati 500.289, l’1,16% in più su base annua. Sul totale di 639.645 operazioni mensili, le vetture nuove rappresentano il 21,79% e quelle usate il 78,21%.
A trainare le vendite sul nuovo è proprio Stellantis, che a settembre ha immatricolato 38.704 vetture, inclusa Leapmotor, con una crescita del 12,6% e una quota del 27,8%, in aumento di 0,7 punti percentuali. I dati elaborati da Dataforce indicano un incremento del 7,5% e una quota del 26,2% escludendo il marchio della joint venture. Nel periodo gennaio-settembre il gruppo ha totalizzato 379.936 immatricolazioni, il 13,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con una quota del 29,9%, in crescita di 1,4 punti. “Risultati che ribadiscono la forza dei nostri marchi”, sottolinea Antonella Bruno, managing director di Stellantis Italia.
E in effetti Fiat si conferma prima marca a settembre: secondo i dati ministeriali ha registrato 15.906 immatricolazioni, in crescita del 29%, con una quota dell’11,4%. La Pandina è il modello più venduto, con 10.401 unità e il 7,5% del mercato. Nella top ten figurano anche Jeep Avenger, Peugeot 3008, Fiat Grande Panda e Citroën C3. Tra i marchi, spiccano inoltre Leapmotor, con 2.199 vetture e un aumento del 452,5%, Omoda/Jaecoo (+184,9%) e Byd (+108,8%). Nel cumulato dei nove mesi, Fiat guida con 144.413 immatricolazioni, davanti a Toyota e Volkswagen.
L’Anfia legge i risultati alla luce delle difficoltà strutturali della filiera e chiede interventi al governo e all’Unione europea. “Mentre il mercato negli ultimi mesi ha perso parte della spinta positiva del primo semestre, chiediamo con forza ed urgenza al governo di prendere atto della situazione che in Italia e in Europa sta vanificando gli importanti sforzi messi in atto dalla filiera dell’auto per mantenersi vitale”, dichiara il presidente Roberto Vavassori. L’associazione denuncia “l’inarrestabile ondata di importazioni di veicoli dalla Cina” e chiede misure europee per ripristinare condizioni di concorrenza che definisce eque. Sul fronte nazionale, auspica inoltre che la prossima legge di Bilancio includa la revisione della fiscalità delle auto aziendali per sostenere gli acquisti di veicoli a zero e basse emissioni.
Sul fronte elettrico, a settembre le auto a batteria sono state 10.544, il 47,7% in più su base annua, con una quota del 7,6%, rispetto al 5,6% di settembre 2025. Da gennaio le immatricolazioni Bev sono 100.923, in aumento del 65,8%, con una quota prossima all’8%; il parco circolante elettrico puro raggiunge 454.437 vetture. Motus-E sottolinea tuttavia la distanza dai principali mercati europei: ad agosto, ultimo mese confrontabile citato dall’associazione, la quota elettrica era del 38,4% in Francia, del 32,5% in Germania, del 13,6% in Spagna e del 29,8% nel Regno Unito, contro il 6,3% italiano.
I dati di settembre mostrano una crescita anche in Francia e Spagna. Nel mercato francese le immatricolazioni sono aumentate dell’11,6% su base annua, a 156.629 vetture, mentre da gennaio a settembre hanno raggiunto 1.234.952 unità, in crescita del 4,06%, secondo la Pfa. In Spagna, Anfac calcola che le nuove registrazioni siano salite del 10,2% a 93.858 unità nel mese e del 6,7% nei primi nove mesi, a 912.059 vetture. Nel mercato spagnolo elettriche pure e ibride plug-in hanno totalizzato a settembre 31.945 immatricolazioni, il 56% in più rispetto a un anno prima, arrivando a rappresentare il 34% delle vendite mensili.
“L’Italia continua a crescere, ma resta molto distante dai principali mercati europei in termini di penetrazione dei veicoli elettrici”, conferma il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, che invoca una strategia stabile, una fiscalità favorevole all’elettrificazione delle flotte aziendali e maggiori infrastrutture di ricarica. Anche Unrae richiama la necessità di accelerare il rinnovo del parco circolante. “La vera sfida è attivare meccanismi capaci di trasformare la ripresa delle immatricolazioni in un progressivo svecchiamento del parco”, dichiara il presidente Roberto Pietrantonio, ricordando che circa la metà dei trasferimenti netti di auto usate riguarda vetture con oltre dieci anni. L’associazione chiede una revisione della fiscalità delle flotte aziendali dal 2027, più punti di ricarica e minori costi energetici.
Il Centro Studi Promotor evidenzia infine che “la crescita delle immatricolazioni e il miglioramento del clima di fiducia rappresentano segnali positivi”, ma avverte che il consolidamento della ripresa dipenderà dalla capacità di sostenere la domanda e accompagnare il rinnovo del parco. Per l’auto elettrica, prezzo, disponibilità delle infrastrutture e tempi di ricarica continuano a pesare sulle decisioni d’acquisto: “Rendere la scelta più accessibile e funzionale sarà essenziale per trasformare il miglioramento della fiducia in una crescita strutturale del mercato”, si spiega.
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