A novembre 2025, i cinque maggiori importatori di combustibili fossili russi dell’Ue hanno versato alla Russia un totale di 906 milioni di euro. Il gas naturale, non sanzionato dall’Ue, ha rappresentato l’82% di queste importazioni, trasportato principalmente tramite gasdotto o come Gnl. Lo rileva il Crea, Centro di Ricerca internazionale per l’Energia e l’aria pulita: l’Ungheria è stata il maggiore importatore dell’Ue, acquistando combustibili fossili russi per un valore di 312 milioni di euro, di cui 96 milioni di euro di petrolio greggio e 216 milioni di euro di gasdotto. La Francia è stata il secondo maggiore acquirente, importando 241 milioni di euro di combustibili fossili russi, tutti sotto forma di Gnl. Tuttavia, non tutto questo gas viene consumato a livello nazionale: uno studio mostra che parte del Gnl in entrata attraverso il terminale di Dunkerque viene successivamente consegnato in Germania. Le importazioni francesi di Gnl dalla Russia sono aumentate del 17% su base mensile, con un aumento del 15% delle importazioni totali. Il Belgio è stato il terzo maggiore importatore, con 150 milioni di euro, anch’essi interamente importati tramite Gnl russo. Le importazioni belghe di Gnl russo sono diminuite del 5% su base mensile, riflettendo un calo analogo delle importazioni totali.
(Segue)
La Giunta regionale del Piemonte ha dichiarato oggi lo stato di emergenza di rilievo regionale…
La manifattura italiana resta in territorio positivo, ma il rallentamento dei nuovi ordini segnala una…
Nei primi due mesi della stagione degli incendi, quasi mezzo milione di ettari sono andati…
Da un lato c'è Donald Trump , che ha annunciato per oggi la ripresa dei…
La Russia è diventata uno dei mercati più promettenti per gli esportatori indiani, in un…
Gli stoccaggi italiani di gas naturale risultano pieni al 75,78% all'1 agosto 2026, secondo i…