Ex Ilva, 6mila in cig da gennaio. Urso: Trattativa ‘segreta’ con nuovo soggetto estero

Cassa integrazione in aumento per i dipendenti dell’ex Ilva di Taranto. Dal 15 novembre a fine dicembre – rispetto agli attuali 4.450 lavoratori – la cassa raggiungerà 5.700 persone. E dal primo gennaio salirà ulteriormente a 6 mila addetti. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, lo ha spiegato ai sindacati durante l’incontro, oggi a Roma nel tardo pomeriggio, organizzato dopo rinvii e polemiche per fare un punto sul futuro dell’ex Ilva. L’aumento della cassa, ha aggiunto il ministro, è legato a lavori sulla decarbonizzazione. Attualmente l’organico effettivo dello stabilimento di Taranto è di 7.938 unità. Di cui 5.371 operai, 1.704 quadri e 863 equiparati.

Non la migliore notizia attesa dai leader dei sindacati – il segretario generale Uilm, Rocco Palombella; il segretario generale Fim Cisl, Ferdinando Uliano; segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma – arrivati all’incontro proprio per denunciare la situazione allarmante dello stabilimento tarantino, stretto da una Cig già ritenuta elevata e dallo stallo dei forni. Contestualmente, il governo ha annunciato l’esistenza di una trattativa ‘segreta’ con un soggetto estero che si è manifestato nei giorni scorsi. Si tratta del quarto soggetto dopo Baku e i fondi che si sono fatti avanti a settembre, Flacks Group e Bedrock. La riunione è stata presieduta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

Per l’Esecutivo, oltre a Urso, erano presenti il ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, il ministro dell’Ambiente, il consigliere per i rapporti con le parti sociali, Stefano Caldoro. In collegamento i rappresentanti delle Regioni Piemonte, Liguria e Puglia. Per i sindacati, al tavolo, i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl metalmeccanici, Usb e Federmanager. Presenti anche i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva. Il confronto è stato aggiornato a domani mattina, dalle 9, per approfondire meglio con tecnici e commissari di Adi e Ilva in AS le questioni presentate al tavolo.

I sindacati saranno invece riconvocati in altra data. All’entrata i sindacati avevano anche risposto alle parole del presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, che ieri a Bergamo durante l’assemblea annuale dell’associazione degli industriali aveva suonato il de profundis dello stabilimento tarantino: “Nessun operatore siderurgico italiano o straniero si è presentato all’asta, siamo ai titoli di coda”. Secondo Palombella “poteva starsi zitto, faceva meglio”. “Qui non bisogna fare battute di carattere politico – aggiunge De Palma – ma dare garanzie al nostro acciaio“.

Valentina Innocente

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