Il G7 punta sui minerali critici: piano d’azione per investimenti e sicurezza

Un piano d’azione sui minerali critici, basato sul lavoro portato avanti dal Giappone nel 2023 e dall’Italia nel 2024, dedicato alla diversificazione della produzione e dell’approvvigionamento, alla spinta verso gli investimenti e alla promozione dell’innovazione. E’ uno dei punti chiave del G7 che si è concluso in Canada. Una dichiarazione congiunta di intenti che punta a valorizzare i minerali critici come “elementi fondamentali delle economie digitali e energeticamente sicure del futuro”. Un punto, questo, che per la premier Giorgia Meloni, è “un ottimo risultato” anche perché bisogna “ripensare le nostre catene di approvvigionamento”.

I leader dei Paesi del G7 chiedono “trasparenza, diversificazione, sicurezza, pratiche minerarie sostenibili, affidabilità e attendibilità come principi essenziali per la resilienza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici” e riconoscono “l’importanza della tracciabilità, del commercio e del lavoro dignitoso nel contribuire alla nostra prosperità economica e a quella dei nostri partner”.

Il piano presentato dalla presidenza osserva che esiste una “minaccia”, rappresentata da “politiche e pratiche non di mercato nel settore dei minerali critici” e per questo è necessario “proteggere rapidamente la nostra sicurezza economica e nazionale. Ciò comprenderà l’anticipazione delle carenze di minerali critici, il coordinamento delle risposte alle perturbazioni deliberate del mercato e la diversificazione dell’estrazione, della trasformazione, della produzione e del riciclo”.

Il primo passo, spiegano i leader al termine del G7, è quello di presentare una tabella di marciaper promuovere mercati basati su standard per i minerali critici, in collaborazione con l’industria, le organizzazioni internazionali, i paesi produttori di risorse, le popolazioni indigene, le comunità locali, i sindacati e la società civile”. La roadmap  stabilirà una serie di criteri che costituiscono “una soglia minima per i mercati basati su standard, rafforzando la tracciabilità come misura necessaria”. Nell’ambito di questi sforzi, “valuteremo i potenziali impatti sul mercato”.

Spetterà ora ai ministri competenti fissare le tappe da raggiungere per l’adempimento di questo impegno, entro la fine dell’anno.

Tutto il piano sarà basato sul rafforzamento degli investimenti, “immediati e su larga scala” anche provenienti dal settore privato e sulla collaborazione “con i partner dei mercati emergenti e dei paesi in via di sviluppo per sviluppare infrastrutture di qualità, come i corridoi economici”.

Focus anche sull’innovazione, “con particolare attenzione alla trasformazione, alla concessione di licenze, al riciclo” e “all’economia circolare”.

Elena Fois

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