Industria, scatto a sorpresa nonostante guerra e caro energia: accelera automotive

Le prospettive restano incerte per la guerra nel Medio Oriente e non tutti gli indicatori virano in positivo, ma – a sorpresa – la produzione industriale registra il secondo mese consecutivo di crescita. Secondo Istat, l’indice destagionalizzato è salito dello 0,7% rispetto a febbraio, mentre la crescita tendenziale è stata dell’1,5%.

Nella media del primo trimestre la produzione resta in lieve calo (-0,2%) rispetto ai tre mesi precedenti. Il dato congiunturale è stato sostenuto soprattutto dal recupero dei beni strumentali, mentre nel confronto annuo hanno continuato a pesare le differenze tra i vari comparti industriali. Nel dettaglio, l’incremento più marcato riguarda i beni strumentali (+2,1%), seguiti dai beni intermedi (+0,3%). In flessione invece i beni di consumo (-0,4%) e il comparto energetico (-1,2%). Anche nel confronto tendenziale i beni strumentali mostrano la dinamica più solida (+5,8%), mentre i beni intermedi segnano un rialzo più contenuto (+0,5%). Restano invece negativi i beni di consumo (-1,9%) e l’energia (-3,1%). Analizzando le diverse attività, emerge il +2% tendenziale del manifatturiero.

Tra i settori più dinamici spicca la fabbricazione di mezzi di trasporto, che mette a segno una crescita dell’11,2% rispetto a marzo dello scorso anno. Bene anche l’attività estrattiva (+6,7%) e la produzione di computer, elettronica e ottica (+6,1%). Sul versante opposto, le contrazioni più ampie si registrano nella chimica (-7,8%), nella fornitura di energia elettrica e gas (-4%) e nelle attività manifatturiere legate alla riparazione e installazione di macchinari (-2,4%). Anfia conferma il trend dell’industria automotive, al terzo risultato positivo consecutivo. Secondo i dati preliminari, la produzione domestica delle sole auto a marzo 2026 ammonta a circa 34.000 unità, in aumento del 14,5% rispetto a marzo 2025. Nel cumulato dei tre mesi, il totale delle auto prodotte si attesta a 79.340, il 18,4% in più rispetto a gennaio-marzo 2025.

Sempre nel trimestre, sono stati prodotti circa 144.000 autoveicoli, il 7,9% in più dello scorso anno. “È interessante notare che l’accelerazione della produzione si è verificata in un momento in cui la guerra in Medio Oriente stava già esercitando una pressione al rialzo sui prezzi del petrolio e del gas, ma non ancora sulle catene di approvvigionamento”, commenta Paolo Pizzoli, economista senior di Ing per l’Italia.

Di diverso parere le associazioni di categoria. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (Unc), sostiene che “a marzo non pesa ancora sulle nostre industrie l’effetto Iran e i rincari delle bollette di luce e gas sono arrivati solo a partire da metà aprile”. “Se a questo si aggiunge che i beni di consumo sono in territorio negativo e che quelli durevoli precipitano in un solo mese del 4,2%, un crollo a dir poco allarmante indicatore della difficoltà delle famiglie, il quadro è purtroppo fosco”, sottolinea Dona. Anche il Codacons si concentra sui beni di consumo, definendolo “un maxi-crollo verticale”: “Sono dati che ancora non risentono pienamente della crisi attuale legata alla guerra in Medio Oriente e che potrebbero sensibilmente peggiorare per effetto della situazione economica internazionale e dei rincari dei prodotti petroliferi ed energetici, che hanno un peso rilevante sul comparto industriale”.

Allargando lo sguardo, Istat segnala in effetti che la fiducia delle imprese ha registrato “un deciso peggioramento ad aprile, dopo la sostanziale stabilità osservata nei primi tre mesi dell’anno”, interessando tutti i principali comparti economici ad eccezione del commercio al dettaglio. La flessione è risultata più contenuta nella manifattura, mentre si è mostrata particolarmente intensa nelle costruzioni e nei servizi di mercato, soprattutto nel comparto turistico. Nella manifattura, ricorda la ‘Nota sull’andamento dell’economia’, si rileva un deterioramento sia dei giudizi sugli ordini sia delle attese sulla produzione, a fronte di scorte giudicate stabili. Da considerare inoltre l’inflazione nell’industria. A marzo (ultimo dato disponibile) i prezzi alla produzione crescono in termini tendenziali del 4,2% (-2,7% di febbraio), trainati dal balzo nel settore energetico (+13,4% da -11,1% di febbraio). In termini congiunturali, l’aumento è pari al 4,4% (-0,4% di febbraio), con i prezzi che nel comparto energetico crescono del 16,8% (-2,4% nel mese precedente) e dello 0,4% nella media degli altri settori industriali (+0,2% a febbraio).

Valentina Innocente

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