Allo stesso modo, aggiunge il Wgc, “è improbabile che a marzo si siano registrate vendite da parte di investitori con patrimoni elevati. Questi investitori sono noti per la loro mobilità e molti detengono oro al di fuori della regione, in particolare in caveau svizzeri. Gli eventuali deflussi osservati sembrano più riconducibili a trasferimenti di residenza che a liquidazioni”. Sebbene l’attività di enti sovrani o quasi-sovrani sia un canale in grado di influenzare i prezzi globali, “al momento non vi sono prove che gli esportatori di petrolio abbiano utilizzato l’oro come mezzo di liquidità durante tale periodo”. Nel complesso, sebbene le perturbazioni regionali possano aver influenzato marginalmente i prezzi e l’attività a livello locale, non spiegano in modo convincente l’entità o la velocità del crollo di marzo, “che è stato determinato principalmente dal deleveraging dei mercati finanziari”.
La rotta non si cambia, perché “si annunciano nuvoloni all'orizzonte”. Giancarlo Giorgetti si affida alla…
"L'Iran è un paese fallito. Non hanno un'economia, hanno un'inflazione del 300%, non hanno soldi.…
"Gli Houthi si sono comportati molto male". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump,…
L'accordo sul diesel con Mosca "non è destinato a noi. Quel diesel viene immesso sul…
"No non abbiamo smesso di condividere informazioni di intelligence con l'Ucraina. Li aiutiamo. Ma li…
Le rinnovabili come scudo contro la volatilità dei prezzi energetici, nell'anno in cui il mix…