Il petrolio accelera e il Brent supera anche i 101 dollari al barile (+3,3%) mentre il Wti guadagna il 3,5% a 96,3 dollari. Le quotazioni sono sostenute dall’aggravarsi dello scontro tra Stati Uniti e Iran e dai nuovi timori per possibili interruzioni delle forniture dal Medio Oriente, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz. L’escalation è arrivata dopo che le forze armate statunitensi hanno distrutto martedì cinque petroliere iraniane che trasportavano greggio, dopo i tentativi di colpire una nave da guerra della Marina americana con missili balistici. L’Iran ha invece rivendicato attacchi contro due navi statunitensi e otto petroliere nel Golfo, invitando inoltre gli equipaggi di alcune imbarcazioni nei pressi dei porti di Kuwait e Bahrain ad abbandonarle. La crescente tensione alimenta i timori per nuove interruzioni dei flussi di greggio e per un ulteriore aumento dei prezzi. A rafforzare le quotazioni contribuisce anche la ripresa della domanda cinese di petrolio, che sostiene gli acquisti di greggio proveniente da Africa, Canada e America Latina mentre le difficoltà nello Stretto di Hormuz spingono le raffinerie a cercare forniture alternative su rotte più lunghe.
Italia e Francia guardano allo spazio e siglano due nuove intese industriali per rafforzare la…
"Creare riserve strategiche di gas da utilizzare nelle situazioni di emergenza, anche attraverso meccanismi condivisi…
I governi hanno a disposizione diverse misure per rafforzare la resilienza dei sistemi del gas…
La crescita del commercio mondiale è destinata a rallentare nel 2026, con il conflitto in…
Il commercio mondiale ha raggiunto nel 2025 il record di 34,65 trilioni di dollari, in…
Oggi la Commissione europea ha adottato una proposta di nuovo regolamento per modernizzare e semplificare…